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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 21:28

Furto a villa De Mita: oltre 100mila euro il bottino, potrebbe esserci un basista

I malviventi sarebbero entrati di notte da una finestra eludendo allarme e sistema di videosorveglianza. Il sindaco di Nusco: "Si sono presi tutto"

Furto a villa De Mita: oltre 100mila euro il bottino, potrebbe esserci un basista

Sono entrati di notte alle 3 circa attraverso una finestra del secondo piano della villa, erano in quattro incappucciati e con i guanti ma senza armi. Sono i primi dettagli della rapina nella villa dei De Mita a Nusco raccolti dal Quotidiano del Sud. Giornata convulsa nel comune altirpino, sul posto addirittura il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Cagnazzo oltre agli agenti di Polizia del commissariato di Sant'Angelo dei Lombardi che hanno impiegato mezzi e uomini su tutto il territorio per trovare al momento senza esito i quattro malviventi che hanno osato violare l'abitazione del sindaco di Nusco.

Il bottino non ancora quantificato dovrebbe aggirarsi su una centinaia di migliaia di euro il bottino - scrive il Quotidiano del Sud -  trafugato tutto quanto c'era nella cassaforte compresi preziosi, monili in oro e contanti. Gli inquirenti dopo aver raccolto la testimonianza di De Mita e moglie non escludono che ad agire sia stata una banda dell'est Europa aiutata da una quinta persona, un basista che ha studiato le abitudini dei De Mita, della famiglia del custode che vive in una depandance all'interno della villa stessa e l'elaborato sistema di videosorveglianza. Un altro particolare che fa pensare ad un aiuto esterno è stata la parola finanziere pronunciata da uno dei malviventi come riportato nella testimonianza dei coniugi De Mita, lasciando immaginare che fossero a conoscenza dei problemi di carattere giudiziario per la vicenda Aias - Noi con Loro in cui sono incappate la signora e due figlie (leggi qui). A cosa sarebbe servito qualificarsi come finanzieri a quattro persone incappucciate è uno dei quesiti al vaglio degli inquirenti.

La prima ad accorgersi che qualcosa non andava è stata la signora Annamaria Scarinzi, svegliata nella notte dai rumori e attirata dalla luce delle torce. Difronte a lei i quattro malviventi con il volto travisato che prima si sono spacciati per finanzieri e poi le hanno intimato di consegnare preziosi e contanti non prima di aver svegliato l'ex Premier a cui è stato intimato di aprire la cassaforte. I malviventi non avrebbero utilizzato forza ed armi per portare a termine il piano. Recuperato il bottino si sono dati alla fuga.

Gli inquirenti stanno passando al setaccio le telecamere di videosorveglianza della villa ed anche di abitazioni ed attivitĂ  limitrofe. Inoltre non è stato ancora chiarito se il sistema di allarme è stato disattivato oppure non era in funzione. 

L'ex leader della Dc ha affidato a Repubblica le sue dichiarazioni "Mia moglie aveva capito fossero della finanza. Quando hanno svegliato me ho chiesto loro un documento di riconoscimento, poi ho capito di dover stare zitto. Volevo reagire, mia moglie continuava a dire che stavano facendo il verbale, lei è piĂą saggia di me. Hanno parlato poco, l'accento non italiano per uno che farfuglia può essere anche inventanto. Poi mi hanno chiesto soldi e oro, volevano i soldi e gli sono stati dati, poi hanno preteso che gli aprissi la cassaforte. Si sono presi tutto". Uno incappucciato, scalzo, non ricordo molto". 

 

Ultima modifica ilGiovedì, 31 Maggio 2018 00:51

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