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  • Lunedì 10 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 03:04

Rompete le righe e lunghe riflessioni, il mondo Sidigas decide il da farsi

Lo staff dirigenziale e tecnico deve valutare con attenzione l’entità degli infortuni e i tempi di recupero dei suoi malati eccellenti. Sul tavolo della proprietà anche le questioni lodi esecutivi e credito sportivo. Bisogna aspettare ed avere fiducia, per dribblare la dea bendata e non commettere altri errori

  • di Raffaello Califano
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Rompete le righe e lunghe riflessioni, il mondo Sidigas decide il da farsi

Non entrando nel merito delle questioni lodi esecutivi e credito sportivo, bisogna capire se e come il management biancoverde intende districarsi nella giungla del basket mercato. Finora la solidissima proprietà, che per questo va elogiata e ringraziata, ha sempre tamponato le falle aperte sul suo cammino. Spesso da altri, come nel caso del Paladelmauro. Sulla chiarezza e la tempistica però diventa davvero complesso (per usare un termine molto caro al diesse Alberani) comprendere e star dietro alle particolari dinamiche del variegato mondo Sidigas.

Giocatori (a volte già piuttosto fragili 'in partenza') prima considerati guariti e poi nuovamente malati. Infortuni valutati in modo inesatto, notizie 'criptate' etc. E non ci riferiamo solo a quest'anno (Lawal e N'Diaye?). Piena fiducia nello staff dirigenziale e tecnico, sia chiaro. Ed allora, occorre aspettare e stare calmi anche perché ahi voglia di arrovellarsi in logici ragionamenti e legittime ambizioni, le scelte definitive spetteranno all'ingegner De Cesare ed ai suoi stretti collaboratori. Il budget è importante. Gli obiettivi pure. Ed è un bel segnale. Ma nessuno appare esente da sviste. 'Sbaglia chi lavora', si dice. In ogni campo. E la compagine irpina non può commettere (altri) errori. Il format impone delle regole. Per il resto, vada per Campogrande e Costello... ma la vera 'impresa' sarà rimpiazzare Nichols (che iella, però!): elemento fondamentale per caratteristiche ed equilibrio nello scacchiere dell'enigmatico coach Vucinic. Rotazioni (ancor più) corte, spiega l'allenatore giramondo... Sicuramente, nonostante il roster fosse già costruito con una differenza abissale fra quintetto base e panchina. Con un cast di supporto rivedibile e qualche malato cronico.

Era abbastanza evidente, insomma, che Cole e Green (per fare un paio di nomi a caso) fossero costretti agli straordinari. Per pedigrèe, gerarchie e quant'altro. Detto questo, bene fanno nella stanza dei bottoni di contrada Zoccolari ad andarci coi piedi di piombo. Sostituto a gettone o soluzione definitiva? Perché cercare pure un centro (diverso) se Costello è quasi pronto? E se invece ai lupi servisse un 2 / 3, un tiratore 'sentenza' (perché le 4 combo guard tascabili fanno 'scopa')? Gli interrogativi dunque non mancano. Di qui probabilmente le indecisioni e le attese. D'altronde, incastrare l'uomo giusto al posto giusto ed al momento giusto non è mai cosa facile. Figuriamoci in questa fase.

Ultima modifica ilVenerdì, 30 Novembre 2018 00:04

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