La solidarietà non va in quarantena, come la povertà. La Caritas c’è

Chiesa e Caritas si adeguano al momento storico, il parroco di Capocastello: "Alla Mensa ci siamo adeguati da un mese, non capisco come ospedali e residenze siano rimaste aperte". Sulle celebrazioni Pasquali: "Social e media, il Vescovo Arturo è pronto"

“La povertà non va in quarantena, anzi in questi momenti aumenta e noi dobbiamo fare il possibile per stare vicino a chi ha bisogno”. Don Vitaliano della Sala è parroco di Capocastello e vice direttore della Caritas di Avellino. Da un mese, da quanto è iniziata l’emergenza anche in Irpinia per il Coronavirus, è ancor più in prima linea insieme ai volontari della Caritas e delle altre associazioni per prestare assistenza alle famiglie in difficoltà.

La mensa dei poveri Don Antonio Forte, i centri di ascolto chiusi ma raggiungibili telefonicamente, problemi economici ma anche sociali amplificati dal contesto di solitudine e repressione della libertà. Un’emergenza nell’emergenza. “Il sistema resiste nonostante qualche difficoltà. Ci aspettiamo il peggio tra qualche settimana perché purtroppo non finirà presto la pandemia” dice Don Vitaliano. Il riferimento è anche al bonus per la spesa alimentare varato dal Governo e dalla prossima settimana distribuito dal Comune di Avellino. Soldi che finiranno molto presto. “Stiamo cercando di mettere da parte un po’ di generi alimentari di prima necessità per le necessità che verranno”. I centri di ascolto sul territorio sono stati chiusi per evitare contagi, in funzione lo sportello del centro Zaccheo di Corso Europa. “Laddove abbiamo chiusi gli sportelli per evitare i contatti, restiamo in collegamento con le persone e le situazioni particolari di cui siamo a conoscenza attraverso il telefono. Al centro Zaccheo abbiamo uno sportello aperto dove abbiamo attuato tutte le misure di sicurezza garantendo la distanza sociale e la protezione dell’operatore con un plexigas. Le richieste sono aumentate ma non sensibilmente come invece – ripete Don Vitaliano – ci aspettiamo più avanti. Sono venticinque in più rispetto alla consuetudine, le richieste di famiglie che hanno chiesto aiuto ai centri d’ascolto per beni di prima necessità”.

La Caritas insieme alla Misericordia è in prima linea per portare i beni di prima necessità “effettuiamo servizi a domicilio, anche io provo a dare una mano a consegnare i pacchi. Fino ad oggi abbiamo cercato di preservare i nostri volontari affidandoci alla Misericordia. Ci siamo organizzati, da lunedì partirà anche la Caritas. La macchina della solidarietà si è messa in movimento, noi ci siamo. Le suore nei conventi della diocesi e molti laici si sono messi a cucire mascherine che ho cercato di distribuire anche in prima persona. La Chiesa mai come in questi giorni è accanto alle persone. La solidarietà non va in quarantena, come la povertà. In questi momenti difficili aumenta, così noi dobbiamo trovare i modi giusti per aiutare comunque le persone”.

Si prospetta una Pasqua molto dura per le famiglie irpine e non solo “molti stanno capendo che devono adeguarsi a questo periodo particolare. Le persone hanno necessità di essere ascoltate, noi gli siamo vicini con i mezzi che abbiamo a disposizione.In molti casi ci rendiamo conto si tratta di un bisogno sociale più che materiale”. Inevitabilmente anche le celebrazioni Pasquali subiranno delle ripercursioni. “Il Vescovo di Avellino Arturo Aiello è un animale in gabbia.  Abbiamo imparato a conoscerlo, sappiamo la passione nel vivere in mezzo alla gente. Il Concilio Vaticano già negli anni 60 parlava di comunicazione sociale attuando il decreto Inter Mirifica. Oggi la Chiesa si è adeguata ai tempi utilizzando i sociale e i media. Il Vescovo da lunedì inizierà il ritiro spirituale per tutti. Quattro volte al giorno farà delle riflessioni sulle tv locali. Nella settimana Santa le celebrazioni saranno trasmesse in diretta social e sulle tv locali. La Chiesa è vicina alle persone”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui