Sono queste le domande che il neurologo usa per capire se c’è traccia di demenza senile

Per capire se c’è traccia di demenza senile il neurologo in genere pone delle domande: ecco quali sono quelle più frequenti.

Perdita di memoria, cambiamenti radicali dell’umore e del comportamento, declino cognitivo progressivo, sono solo alcuni segni della demenza che colpisce la capacità di giudizio, di pensiero e di apprendimento degli over 65. Tuttavia, un neurologo di recente ha rivelato quali sono le domande per capire se si è in questa fase.

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Le domande che fanno i neurologi per capire se c’è demenza – ilciriaco.it

La demenza non è una normale conseguenza dell’invecchiamento, questo perché non colpisce tutte le persone anziane. Non è una malattia ma piuttosto un insieme di sintomi clinici, che formano una sindrome a 3 stadi: iniziale, intermedia e avanzata. Quindi, l’età e l’anzianità non sono le cause di questa condizione e, in genere, viene diagnosticata quando la fase iniziale è già superata.

Richard Restak, un famoso e stimato neurologo, ha di recente pubblicato un libro dal titolo “How To Prevent Dementia”, in cui ha suggerito che esistono due serie di domande che tutte le persone possono utilizzare per rilevare la probabile presenza o insorgenza di qualsiasi tipo di demenza. È di certo un aiuto per chi teme di trovarsi con questa condizione.

Demenza senile, le domande per rilevare la patologia

Secondo quanto rivelato dall’esperto, una persona che raggiunge l’età adulta acquisisce un comportamento più regolare e prevedibile, quindi diventa facilmente riconoscibile per le persone care. Il morbo di Alzheimer è sicuramente la forma più famosa e rappresenta, proprio come le altre demenze, disturbi in questa regolarità e prevedibilità.

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Capire la demenza da due serie di domande – ilciriaco.it

Dunque, vista la premessa è stato detto che questa è la prima serie di domande: “La persona mostra un cambiamento nel suo comportamento abituale? Ha iniziato ad avere difficoltà di memoria di recente? C’è un cambiamento notevole nel suo comportamento abituale?“. Il medico ha spiegato che un comportamento insolito è sempre sospetto proprio perché la maggior parte delle persone ha stabilità nel repertorio comportamentale.

La seconda serie di domande, invece, prevede: “Se la risposta a una qualsiasi delle domande precedenti è sì, questo cambiamento di comportamento interferisce con la vita quotidiana, in particolare con i rapporti con gli altri?”. L’esperto ha sottolineato che le espressioni ripetitive ed emotive eccessive, come comportamenti aggressivi o urla o scatti d’ira, di rado aumentano durante l’invecchiamento.

In definitiva, il neurologo ha sottolineato che se la risposta a tutte le domande è sì è probabile che si tratti di demenza o una malattia psichiatrica, facendo quindi riferimento a una depressione grave. In ogni caso, sono queste le prime domande da fare se si sospetta una forma demenziale.

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