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  • Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 05:08

Studentesse tra i 14 ed i 17 anni costrette a prostituirsi dal gestore di un circolo privato in centro città: tre arresti

Manette ad un 70enne che adescava, approfittava e faceva prostituire le ragazze, e a due clienti di 85 e 50 anni. Quest’ultimo professionista avellinese. Dai 10 ai 100 euro le prestazioni sessuali

Studentesse tra i 14 ed i 17 anni costrette a prostituirsi dal gestore di un circolo privato in centro città: tre arresti

Adescava ragazzine che marinavano la scuola promettendo lavoro e facili guadagni per poi offrirle sessualmente ai clienti. L'orco è Federico De Vito 70enne di Mercogliano sposato e gestore di uno storico circolo privato in pieno centro città. E' finito in manette questa mattina insieme ad altre due persone, due clienti, tutti incastrati da intercettazioni ambientali, pedinamenti e le dichiarazioni delle vittime. Si tratta di un 85enne di Lapio ed un 50enne professionista avellinese. Per il 70enne si sono aperte le porte del carcere di Bellizzi Irpino, gli altri due dopo le formalità di rito sono stati posti ai domiciliari. I militari hanno operato anche diverse perquisizioni in casa degli arrestati e nei locali interessati dall'attività di indagine. Sequestrati 13mila euro in contanti, un locale a Mercogliano ed una sala giochi a Galleria Ciardelli con locale adiacente.

Nei confronti dei tre, come ha spiegato questa mattina in conferenza stampa il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Cagnazzo, insieme al comandante del nucleo investigativo Quirino Russo ed al maggiore Luigi Nocerino, l'accusa è di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, atti sessuali a pagamento con minori e violazione della legge Merlin sulla prostituzione. La richiesta delle misure cautelari è stata emessa emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura Distrettuale di Napoli.Circolo sequestrato 1

L'attività di indagine ha avuto inizio a Maggio 2016 dopo la denuncia di un giovane che aveva raccontato ai Carabinieri cosa era costretta a subire la fidanzata. Ad ottobre 2016 il primo arresto che ha portato al secondo filone di indagine. I genitori erano all'oscuro di tutto, sono venuti a conoscenza del fattaccio quando sono stati convocati in caserma insieme alle vittime "una ragazza ha accettato di lavorare in quel locale perché la famiglia è in difficoltà economiche e voleva dare una mano. Dai racconti delle vittime siamo risaliti all'inizio dell'attività di sfruttamento al 2014" ha chiarito il comandante. 

"Sono almeno dodici le studentesse vittime del gestore del locale, dieci di queste sono minorenni tra i 14 ed i 17 anni. La maggior parte sono avellinesi e provengono da tutte le estrazioni sociali. Il gestore dell'attività le selezionava tra la clientela diurna del circolo, le avvicinava, le faceva delle avance promettendo lavoro nel circolo ed in altri locali, servendo ai tavoli per 30 euro al giorno. Pian piano le convinceva ad accettare le "avance" sue e dei clienti che scaturivano sempre in palpeggiamenti in ogni zona del corpo, promettendo ancora più soldi in cambio di prestazioni sessuali sia per se che per i suoi clienti" ha proseguito il comandante Cagnazzo. 

L'attività di prostituzione "si svolgeva di giorno, direttamente nel circolo privato ed in alcuni locali nelle disponibilità del gestore in altri luoghi adibiti con letti dove il 70enne approfittava delle ragazzine e le faceva svolgere l'attività per i suoi clienti". Le ragazze erano costrette a prostituirsi per poche decine di euro "si andava dai 10 ai 100 euro a seconda della prestazione. Il 70enne contrattava al telefono con i clienti utilizzando un linguaggio in codice senza mai nominare i nomi delle ragazze. Utilizzava terminologie come geometra e dottore parlando di sopralluoghi garantendo la disponibilità delle ragazze a cui chiedeva esplicitamente di lasciare l'eventuale fidanzato e di non parlare con nessuno di quanto accadeva per evitare problemi". I fermati non sarebbero i soli due clienti dell'attività "si tratta di persone di solito anziane, in alcuni casi qualcuno ha chiesto che la ragazza fosse maggiorenne proprio in ragione della sua età".

La scoperta del giro di prostituzione ha destato molto scalpore "sfruttare lo stato di bisogno economico-finanziario di minori è certamente una pagina nera per questa provincia. Però – ha sottolineato Cagnazzo – invito chiunque possa sapere qualcosa a denunciare. Anche genitori che hanno soltanto il sentore che possa essere accaduto ai propri figli di venire in caserma. Denunciare deve essere una forma di liberazione non una fonte di preoccupazione. La collaborazione di ulteriori vittime è richiesta e necessaria, ci consentirebbe di confortare le ipotesi investigative e di individuare altri responsabili. Abbiamo dovuto concludere le indagini ed interrompere questa attività che andava avanti da tempo, ma potrebbero esserci altre persone coinvolte".

 

Ultima modifica ilMartedì, 31 Ottobre 2017 17:40

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