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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 06:35

Le Europee punto di partenza per un centrosinistra che guarda oltre il Pd

  • di Giovanni Bove
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Le Europee punto di partenza per un centrosinistra che guarda oltre il Pd

I risultati delle elezioni regionali abruzzesi ci consegnano un quadro in cui trovare ragioni di luce è mero esercizio di stile. Vince l'astensione perchĂ© la differenza tra il 2014 ed oggi sta tutta in quei poco piĂą di 90.000 voti che si sono spostati da sinistra a destra. Vince una destra rozza e populista che fa del sovranismo la foglia di fico per coprire la sua evidente ignoranza delle reali condizioni del paese. Se le prime parole di Marsilio hanno riguardato l'impegno per la ricostruzione sulla base dello schema giĂ  operato dal centrodestra in quella terra, c'è poco da essere contenti, perchĂ© i risultati del modello di ricostruzione del governo Berlusconi a l'Aquila sono ancora sotto gli occhi di tutti. Gli italiani non possono dimenticare le telefonate di gioia post sisma.

Emerge con tutta evidenza il bluff che è stato il M5s; quello che doveva essere il movimento anticasta si è scoperto essere diventato il peggiore figlio ignorante della casta. Emblema della trasformazione dei grillini è la foto della allegra sciata di Di Maio e della candidata grillina, mentre i terremotati abruzzesi continuano a vivere nelle baracche.
Il centrosinistra non può scorgere in quei risultati motivi di gioia; il segnale politico evidente è la disfatta del PD che con la sua lista arriva a percentuali poco al di sopra delle appendici caudali.

Anche il dato di LeU e di +Abruzzo è una sostanziale conferma dei risultati del 2014. La scelta scellerata di schierare 7 liste, molte delle quali inutili, non ha pagato poichĂ© il centrosinistra arriva secondo ed elegge meno consiglieri del M5S.

E' evidente, dunque, che il PD non è più il perno intorno a cui ruota la coalizione di centrosinistra; emerge una coalizione ancora legata a doppio filo a lacci e lacciuoli di schemi civici in cui è più facile si annidino sacche di potere clientelare, piuttosto che una proposta che guarda al futuro con rinnovate prospettive di cambiamento.

E la tentazione di costruire il fronte unitario per le europee, facendo diventare il manifesto Calenda una mera sommatoria di sigle in perenne guerra tra di loro, rischia di trasformarsi in un ennesimo tonfo. Il cammino di rinascita del centro sinistra è ancora lungo e faticoso e non si risolverà con le prossime europee, rispetto alle quali occorre che la sinistra ed il centro abbiano il coraggio di chiedere scusa agli italiani e sfidare i sovranisti con un programma convintamente europeista, che metta al centro la necessità di ulteriori cessioni di pezzi di sovranità dell'Italia verso gli organismi comunitari ed un progetto di riforma istituzionale degli organi comunitari, che dia compiutezza alla Unione politica voluta dai padri fondatori.

Per far questo, non basta creare un nuovo impasto politico, perchĂ© se nel nuovo impasto si inserisce il lievito vecchio e scaduto non si otterrĂ  un buon prodotto e si rivivranno le litanìe di sempre. La sfida del centrosinistra deve essere quella di inserire nella prossima campagna per le europee il lievito nuovo di un pensiero di alto respiro e di attori nuovi in grado di farlo vivere, guardando anche alla sinistra del PD ed a quel 20% di voti in meno dell'elettorato grillino che in buona parte ha preferito rimanere a casa.

Giovanni Bove - Avellino CittĂ  Ideale

 

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