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  • Mercoledì 23 Agosto 2017 - Aggiornato alle 02:33

Provincia, Gambacorta: mie dimissioni per il Parlamento? Qualcuno forse teme la mia candidatura

Il presidente di Palazzo Caracciolo attacca il Governo: volevano abolire l’ente, poi hanno perso il referendum ed ora ci tagliano l’ossigeno. In queste condizioni difficile garantire l’apertura delle scuole a settembre

Provincia, Gambacorta: mie dimissioni per il Parlamento? Qualcuno forse teme la mia candidatura

"Mie dimissioni da presidente della Provincia per la corsa al Parlamento? Mi sa che c'è qualcuno che teme la mia candidatura, lasciamogli questa convinzione". Domenico Gambacorta glissa così le domande dei cronisti su una sua eventuale, da più parti data per certa, candidatura alle prossime elezioni politiche nelle fila di Forza Italia.
L'inquilino di Palazzo Caracciolo, per il momento, smentisce anche un'eventuale meditazione sull'argomento mentre invece scaglia i suoi dardi con fermezza contro il Governo targato Pd. L'occasione per il confronto con la stampa, l'incontro con Filippo D'Ambrosio commissario ad acta dell'opera infrastrutturale 'Lioni Grottaminarda'.

Manutenzione di strade e scuole, ancora di competenza della Provincia nonostante l'ente sia stato declassato a secondo livello, prive di risorse sufficienti perché, spiega Gambacorta: «la fase di incertezza non finirà con questa legislatura che non mi sembra in grado di mettere mano ad un riordino delle Province che è inevitabile dopo quello che è successo con il referendum costituzionale. C'era una road map che prevedeva la totale abolizione dell'ente e così non è stato. Perso il referendum, hanno provato a toglierci completamente l'ossigeno tagliando, con tre finanziarie consecutive, ben tre miliardi di euro alle Province. Soldi che non hanno tolto a noi presidenti, ma ai ragazzi che frequentano le scuole superiori, alle persone che utilizzano il trasporto pubblico locale, a chi è costretto ad percorrere strade provinciali di collina, montagna o in zone a particolare rischio idrogeologico. Ciò che non si riesce a capire è che non si risolve il problema garantendo 80 milioni di euro. Gli interventi erano stati stimati in oltre 650 milioni che non ci sono stati dati: per questo le Province di tutta Italia avranno seri problemi a garantire l'apertura delle scuole il prossimo 11 settembre».

Tagli dal Governo che, inevitabilmente, si trasformeranno in tagli anche a livello locale. Palazzo Caracciolo si prepara ad approvare, a settembre, un bilancio lacrime e sangue. «Rispetto allo scorso anno – annuncia il presidente- ci saranno tagli durissimi perché al momento ci viene consentito di fare solo spese correnti e non investimenti, a causa di una lettura per me incomprensibile dell'ultimo decreto legge Delrio. Ripeto, in una provincia come l'Irpinia che ha grandi problemi legati soprattutto al rischio sismico, bisogna garantire la sicurezza nelle scuole effettuando tutti gli interventi necessari affinché i ragazzi facciano lezione nella massima sicurezza possibile». E questa dunque sarà la priorità del magro bilancio in fase di approvazione.

Ultima modifica ilGiovedì, 27 Luglio 2017 13:30

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