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  • Lunedì 25 Marzo 2019 - Aggiornato alle 10:42

Regionali, D'Amelio ai giovani Pd: elezioni decisive per il futuro delle nuove generazioni

La candidata Pd ha concluso il dibattito organizzato dal movimento giovanile: Palazzo Santa Lucia deve completare la filiera istituzionale

Dal mancato sviluppo economico dell'entroterra irpino al fallimento delle politiche giovanili e dei progetti finalizzati al rilancio occupazionale in Campania, fino al tema della legalità, delle politiche di welfare, dell'utilizzo dei fondi comunitari e della difesa del territorio. Di questo, e del ruolo delle nuove generazioni all'interno del dibattito politico nelle aree del mezzogiorno, si è discusso questo pomeriggio presso la sede del comitato elettorale della consigliera regionale del Partito Democratico Rosetta D'Amelio, tuttora in corsa per la riconferma a Palazzo Santa Lucia nelle elezioni del prossimo 31 maggio.


Una tavola rotonda promossa dai Giovani del Partito Democratico e dall'associazione "Idea Irpinia", coordinata dal giovane componente dell'assemblea nazionale del PD Marcello Rocco, che ha toccato a 360 gradi le problematiche che nel corso degli ultimi 5 anni di governo hanno interessato l'Irpinia e le aree interne e che ha visto il contributo di Salvatore Casale, componete dei GD della provincia di Avellino, di Antonio De Feo, dottore di ricerca in economia e sostenibilitĂ  presso l'UniversitĂ  Parthenope di Roma, del responsabile legalitĂ  della segreteria nazionale dei Giovani Democratici Antonino Castorina, e del componente del Forum giovani della regione Campania, Giuseppe Caruso. A concludere i lavori l'onorevole Rosetta D'Amelio.


«Siamo qui per testimoniare il percorso politico e civile che, nel nome del Partito Democratico, abbiamo portato avanti nel corso di questi anni e che, in questa tornata elettorale, vede ormai il suo apice – ha affermato Marcello Rocco - Â«Fino ad ora – ha proseguito - abbiamo condotto una campagna elettorale basata sulle idee, al cui centro è stata posta la tematica del lavoro e della crescita occupazionale di cui, la Regione Campania, potrebbe rendersi finalmente artefice attraverso un'oculata gestione dei fondi europei. Tuttavia, in questi ultimi anni, è del tutto mancata una progettazione in tal senso, salvo pochi esperimenti fallimentari come quello di "Garanzia giovani", rivelatosi un bluff che in molti casi è servito ad alimentare il sistema delle clientele. La Giunta del governatore Stefano Caldoro – ha affondato Rocco - ha prodotto un notevole distacco generazionale non solo per la mancata partecipazione giovanile in qualsiasi contesto, ma anche per una generale vessazione ai danni dei giovani. Un esempio su tutti è rappresentato dalla gestione del sistema dei trasporti, rispetto al quale abbiamo assistito ad un aumento dei ticket del 20% che ha influito innanzitutto sulle tasche degli studenti».

E ad approfondire la «mancata opportunità» di "Garanzia Giovani" è stato il giovane Salvatore Casale che, in prima persona, si è visto impegnato nella promozione e nell'analisi del progetto.


«Quello di "Garanzia giovani" – ha affermato Casale - era un progetto che avrebbe dovuto fornire opportunità formative e lavorative a ben 400mila giovani campani, di età compresa tra i 15 ai 29 anni, ma che a causa di una gestione inappropriata della giunta Caldoro si è rivelato un completo fallimento. Basti pensare che gli iscritti al progetto, a fronte dei 400mila previsti, sono stati appena 70mila di cui 8mila hanno persino preferito non presentarsi ai colloqui. Un progetto che non ha rappresentato la svolta auspicata, soprattutto per la mancanza di monitoraggio delle offerte di lavoro. Molti annunci, infatti, hanno riguardato meri stage in call center od inutili lavori stagionali, che non avrebbero potuto garantire un solido e reale percorso formativo ed occupazionale. A fronte dei milioni di euro spesi per una campagna pubblicitaria inefficace, con l'affidamento del ruolo di reclutamento alle agenzie di collocamento, sarebbe bastato investire nelle attività dei "Forum" e degli "informa giovani" del territorio per avvicinare davvero i ragazzi al progetto. Ma al di la delle modalità attuate – ha precisato – è necessario comprendere che i giovani non cercano solo lavoro, bensì la possibilità di creare e dare vita a progetti sfruttando le proprie competenze».


«In questi anni abbiamo assistito al completo fallimento delle politiche giovanili regionali sotto ogni punto di vista – ha ribadito Giuseppe Caruso del forum giovani campano - ed il dovere che oggi non possiamo eludere è quello di riorganizzarle sia all'interno del partito sia a livello istituzionale. Dobbiamo fare in modo che vi sia un rapporto diretto tra i giovani e le istituzioni, soprattutto in una provincia come quella di Avellino che, con l'approvazione del nuovo statuto, si è resa responsabile di un atto gravissimo come il mancato riconoscimento del Coordinamento dei Forum Giovanili Provinciali».

Ma il rilancio occupazionale irpino può partire innanzitutto dal rilancio dei settori chiave dell'economia locale, come quello dell'agricoltura e dell'enogastronomia. Su questo l'intervento del professor Antonio De Feo, che ha analizzato le possibilità di sviluppo sostenibile del territorio e le mancate occasioni riscontrate fino ad ora.

«L'Irpinia soffre un dramma enorme che è quello della crisi della castanicoltura rispetto al quale, fino ad ora, è mancata una reale mobilitazione sia dal punto di vista politico che sociale. La nostra terra, fino a pochi anni fa, poteva vantare il 56% della produzione castanicola mondiale ed oggi, questo crollo produttivo, rappresenta un problema di primaria importanza che le nuove generazioni del territorio avranno il dovere di affrontare. D'altra parte, la politica avrà il compito di educare la comunità ad uno sviluppo che sia realmente sostenibile, e di operare in tal senso».

Ad affrontare il tema della legalitĂ , invece, il consigliere comunale di Reggio Calabria Antonino Castorina , soffermatosi sulla questione degli "incandidabili" nelle liste campane a supporto del Partito Democratico, e sulla vicenda che ha coinvolto l'aspirante governatore Vincenzo De Luca dopo l'approvazione della legge Severino.

«Non vogliamo mettere la testa sotto la sabbia ma, allo stesso modo, dobbiamo ribadire che il Partito Democratico di Avellino, come quello campano, ha compiuto un percorso di trasparenza e di legalità che gli va riconosciuto. Sulla questione degli "incandidabili", del resto, lo stesso premier Renzi ha avuto modo di esprimersi ribadendo ancora una volta le linee guida del partito ed affidandosi al buon senso degli elettori, che avranno il compito di marginalizzare le candidature improbabili. Rispetto alla candidatura di Vincenzo De Luca, invece, è necessario essere garantisti evitando di farsi influenzare dalle imputazioni in attesa di giudizio, a fronte di un operato amministrativo che ha soddisfatto in pieno i cittadini e che gli è valso la vittoria delle primarie».

«O mettiamo al centro della nostra azione politica l'intero "Mezzogiorno", oppure non avremo speranze per il futuro delle nuove generazioni – ha concluso la consigliera Rosetta D'Amelio - Per la prima volta, dopo venti anni, le regioni del sud dipendono quasi interamente da un governo di centro-sinistra, in sintonia con la rappresentanza nazionale. Alla luce di questo, le elezioni in Campania assumono oggi un'importanza fondamentale ed un'occasione che non possiamo mancare. Un'opportunità per difendere e rilanciare una provincia straordinariamente ricca di risorse su cui, ad esempio, pende ancora la spada di Damocle delle trivellazioni petrolifere. Un eventualità impensabile, quest'ultima, per una terra che per le sue risorse rappresenta il terzo bacino idrico d'Europa».

Ultima modifica ilLunedì, 18 Maggio 2015 10:02

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