Un altro operatore del 118 di Avellino in osservazione per contagio da Covid-19, sarebbe il secondo in caso di conferma, pochi volontari ed allo stremo delle forze, senza dispositivi di protezione individuale.  La Misericordia di Avellino lancia l’allarme per i pericoli a cui sono esposti quotidianamente gli operatori a cui non vengono fatti i tamponi. Si lamenta inoltre la mancanza di personale e le sollecitazioni per la mancanza di dispositivi cadute nel vuoto. “Il servizio rischia di fermarsi”  è il grido d’allarme del presidente Guido D’Avanzo che ha inviato una nota  al direttore generale e sanitario del Moscati ed al Prefetto di Avellino.

“Premesso che  il nostro personale (Medico, autista e infermiere) ci ha comunicato che si sono verificati alcuni casi sospetti di COVID-19 e da ultimo, nella mattinata odierna,  perveniva a mezzo pec comunicazione di un ulteriore caso sospetto che avrebbe interessato personale della Centrale del 118” scrive D’Avanzo nella lettera “a tutela di tutti gli operatori della Centrale Operativa ed al fine di evitare il blocco del servizio, si chiede e si sollecita l’effettuazione immediata del previsto test del tampone più volte richiestoci e sollecitatoci da tutto il personale in servizio, adottando, per altro, tutte le misure preventive necessarie per la tutela della salute degli operatori”.

L’immissione in servizio negli Ospedali di un gran numero di infermieri a seguito di Avvisi Pubblici e/o Concorsi, espletati in gran parte dell’Italia per fronteggiare l’emergenza COVID-19, ha comportato una vera e propria diaspora degli stessi infermieri “pertanto il numero degli infermieri attualmente disponibile è assolutamente insufficiente a garantire la copertura totale dell’ intera turnazione”. E chi è rimasto lamenta “la mancanza di fornitura dei D.P.I. e di un percorso formativo adeguato a fronteggiare la difficile situazione sanitaria in cui ci troviamo; – i Medici in servizio non si sentono pienamente tutelati nello svolgimento della propria attività professionale; SI INVITANO le SS.VV. ad adottare tutte le misure necessarie a garantire la tutela e l’incolumità del personale al fine di evitare il blocco del servizio”.

“Questa Misericordia – continua D’Avanzo – dovendo svolgere la propria attività istituzionale (trasporto degenti tra strutture ospedaliere, trasporto pazienti in dialisi etc), in mancanza di approvvigionamento da parte dei nostri fornitori di mascherina da fornire ai propri volontari, ha richiesto a mezzo pec alla Protezione Civile regionale e contattato telefonicamente il Responsabile dell’Unità di Crisi Regionale Dott.Ugo Trama nonchè la Dott.ssa Claudia Campobasso, Dirigente Regionale Protezione Civile, una fornitura adeguata di mascherine a norma (FFP2/3) ad oggi ancora non pervenute in quanto la suddetta struttura ha comunicato che la priorità della fornitura stessa sarà garantita ai punti dedicati all’emergenza (118 e strutture ospedaliere)”.

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