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  • Martedì 25 Aprile 2017 - Aggiornato alle 16:26

Lo sport e i suoi valori per la rinascita di una provincia e della sua comunità

Presentato il libro che parla delle 22 squadre di serie B. La giornalista irpina Titti Festa ha curato il racconto di Avellino. Gambacorta: "Questa città merita la serie A". Sacripanti: "A Milano ho apprezzato il senso di appartenenza di questa comunità". Taccone: "Imprenditori e tifosi lontano da una squadra che ha bisogno dell'aiuto di tutti per sostenere la categoria"

Ventidue racconti che parlano delle squadre e delle città che partecipano al campionato di calcio di serie B, è "Il campionato degli italiani" il volume presentato al Circolo della Stampa al quale ha collaborato, scrivendo dell'Avellino, la giornalista Titti Festa.

Un racconto che parla dell'Avellino che si affida al calcio per rialzarsi dal terremoto del 1980 "ispirato da un bambino, Antonio, che vuole a tutti i costi l'autografo del suo beniamino Gigi Castaldo. È da loro che dobbiamo partire, riaccendere la passione, avvicinarli allo sport per trasmettergli dei valori fondamentali". Valori che la giornalista irpina ha ritrovato in alcuni protagonisti della recente storia biancoverde "eravamo a Bologna, dopo la partita che ha fermato la nostra corsa verso la serie A. Davanti l'albergo c'erano Mariano Arini e Gigi Castaldo, erano abbattutti, avevano il morale a terra. Per loro era un passato un treno che probabilmente sapevano non passerà più. Sono uomini, lottatori, combattenti che stavano per realizzare il loro sogno, infranto su una traversa."

Moderato dal giornalista del Corriere dello Sport Antonio Giordano "la serie B è una sorta di purgatorio tra l'inferno della Lega Pro e il paradiso della Serie A. Ho trovato il libro molto attuale, 22 racconti che parlano di noi" l'incontro ha visto la partecipazione è gli interventi tra gli altri del capo della dimostrato di Avellino Francesco Cutolo, il presidente della Provincia di Avellino Domenico Gambacorta, il delegato del Coni provinciale Giuseppe Saviano, il direttore sportivo Luigi Pavarese, il presidente dell'Us Avellino Walter Taccone, il coach della Sidigas Pino Sacripanti, l'editore del libro Gian Luca Campagna e la fashion blogger Eva Pommerouge.

"La serie A è stata importante per questa provincia, si è fatta conoscere in tutta Italia - è intervenuto il presidente Gambacorta. Abbiamo avuto grandi allenatori e calciatori con alcuni che oltre a giocare in grandi squadre hanno anche giocato in nazionale. Dal 78 all'88 abbiamo vissuto anni indimenticabili e mi auguro di poter vedere al piu' presto questa squadra nella serie che piu' le compete. Il mio auspicio è di guardare avanti e non indietro per un futuro migliore".

"Su quella traversa si sono spenti gli entusiasmi dello scorso anno - ha commentato Walter Taccone parlando dello spareggio playoff con il Bologna. Personalmente ho visto un assegno da 30 milioni di euro stamparsi su quel legno. Quel giorno ha pianto la squadra, una città intera. Ma il calcio è questo, sogni e realtà. E la realtà - continua Taccone - oggi ci dice che questa provincia è assente. Prima c'era sinergia tra istituzioni, politica e sport perchè il calcio ha contribuito a far crescere questa provincia. Oggi sono solo, ci sono imprenditori che preferiscono spendere i loro utili andando a  vedere le grandi squadre invece di dare una mano a questa società. Non è giusto che un solo gruppo possa continuare a supportare quest'opera ed andare avanti in un campionato così oneroso". Ma Taccone ne ha per tutti, anche per i tifosi latitanti "saranno i risultati altalenanti, le difficoltà economiche. Ma se vanno a mangiare una pizza in meno nel fine settimana e vengono a vedere la partita supportano la squadra e la società."

Supporto dei tifosi del quale gode la Sidigas, che vola sulle ali dell'entusiasmo dopo l'undicesima vittoria "Sono appassionato, di calcio, seguo l'Avellino ed ho potuto apprezzare quanto sono passionali i tifosi di questa città, Sacripantisia nel calcio che nel basket. La curva sud, come la nostra curva, è eccezionale. Alle Final eight, nella partita contro Milano, il calore del pubblico, quella curva biancoverde, mi hanno fatto capire il senso di appartenenza di questa gente". Coach Sacripanti è l'uomo del momento ad Avellino, le imprese della Sidigas stanno facendo il giro dell'Italia sportiva, imponendo il nome di questa provincia sulle pagine dei quotidiani sportivi e non. " Sono un ragioniere che viene da una città dove ci sono solo canestri. Sono canturino, e sono cresciuto con i valori dello sport. Ti insegna il rispetto dell'avversario, il saper perdere, ma anche a saper vincere. Lo sport rende migliori, di questo quotidianamente discuto con l'ingegnere De Cesare. Il settore giovanile è importantissimo, lo sport rende migliori a prescindere dai risultati". Un ultimo pensiero il coach della Scandone lo ha dedicato ad Attilio Tesser "è un mio amico, ci siamo conosciuti in questi mesi vissuti comunemente in città. Mi dispiace per l'esonero ma fa parte del nostro mestiere"

Ultima modifica ilMercoledì, 23 Marzo 2016 10:36

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