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  • Sabato 23 Giugno 2018 - Aggiornato alle 18:04

Aias: si lavora alla riapertura con l'incognita accreditamento. I commissari: "controlli da quando siamo arrivati. E prima?"

Nuova assemblea con pazienti, familiari e lavoratori a cui risponde anche il consigliere Aiala. D’Acunto: “10 milioni di euro di contributi non versati. Nostre denunce cadute nel vuoto ed oggi ci troviamo senza accreditamento e con il rischio chiusura”

Aias: si lavora alla riapertura con l'incognita accreditamento. I commissari: "controlli da quando siamo arrivati. E prima?"

Dopo la diserzione alla prima assemblea, il tasso di risposta istituzionale all'assemblea di lavoratori, pazienti e familiari Aias sale al 50%. Al centro sociale Samantha della Porta hanno risposto all'appello il consigliere regionale e componente della commissione sanitĂ  Vincenzo Alaia ed i commissari inviati dall'Aias onlus Maurizio Arci e Remo Del Regno. Assenti ancora il sindaco di Avellino Paolo Foti e la dirigente dell'Asl Maria Morgante, quest'ultima piĂą degli altri avrebbe dovuto fornire risposte dopo gli impegni presi in Prefettura. Sei le associazioni pronte a farsi carico dei pazienti Aias assicurando continuitĂ  terapeutica ai disabili che usufuriscono delle prestazioni. Il Centro Insieme Avellino, le Ville di Montefalcione, poi strutture a Lauro, Savignano ed i centri Aias di Nusco e Calitri dove saranno smistati i 300 pazienti, anche se dovrĂ  essere l'Asl a valutare i requisiti. 

L'assistenza sanitaria è sospesa dallo scorso 23 febbraio. Né il Centro Australiano, né l'ospedale di Solofra erano preparati ad accoglierli dopo la chiusura della struttura sancita dal verbale dei Nas i nseguito all'ispezione. Entro lunedì dovrebbe cambierà qualcosa, ma subentrerà il problema della priorità sanitaria, delle cartelle cliniche.

Davanti ad oltre 100 persone, insieme ai sindacati di Uil, Ugl e Cgil, sono state esposte le problematiche che interessano la vertenza e di cui si è fatto carico Alaia "Abbiamo già intrapreso informazioni con il direttore generale dell'Asl per dare assistenza ai pazienti. Molto dovrà fare anche il Prefetto. Stiamo percorrendo tutte le strade possibili per allievare il disagio ed anche per non far perdere il posto di lavoro alle figure professionali". Dal 2013 in Regione Campania si è soprasseduto sull'accreditamento provvisorio dell'associazione, e neanche dal 2015 con l'insediamento di De Luca la situazione è cambiata fino all'avvio dell'inchiesta giudiziaria "Anche io mi sono meravigliato, quando è iniziata la polemica ho scritto a De Luca in qualità di commissario per il risanamento. E' arrivata e purtroppo oggi ci troviamo con questo disagio".

Le strutture di Calitri e Nusco, chiuse dopo i riscontri dei Nas, sono prossime alla riapertura. Ad Avellino i lavori sono ancora in corso ed entro fine mese dovrebbero terminare assicurano i commissari "Impugneremo nelle sedi opportune il decreto di chiusura, abbiamo affidato ai tecnici le operazioni di recupero, in 15 giorni avremo ai certificati" afferma Del Regno che conferma l'amarezza per l'assenza ed il silenzio di Asl e Comune di Avellino "si stanno perdendo 80 posti di lavoro, ci sono 350 pazienti da tutelare e una struttura aperta da 40 anni. Non possono lavarsene le mani dicendo che debbono andare in un'altra struttura". Del Regno si dice meravigliato per quanto sta accadendo "da quando sono arrivati i commissari si sono risvegliate ansie e aspettative. In 40 anni nessuno ha fatto niente, siamo arrivati noi ed hanno chiuso la struttura per dei lavori che potevano essere realizzati in una settimana. A noi – sottolinea – tutto quanto sia accaduto prima del nostro arrivo non compete, anche se stiamo pensando ad una azione risarcitoria, ma siamo qui per tutelare i livelli occupazionali e assistenziali. Avevamo stilato un piano di rientro delle sette mensilità arretrate, le prime quattro da pagare entro il 15 aprile. Se sono tranquilli i lavoratori ne beneficiano anche gli utenti. Ma con la struttura chiusa il piano è saltato, entro fine anno salderemo tutto, ma abbiamo bisogno che tutti ci stiano vicini".

Sicuro che si uscirĂ  dalla situazione di criticitĂ  l'altro commissario Maurizio Arci "ci spiace che i lavoratori siano in ferie forzate e ci resteranno anche la prossima settimana. Da quando siamo qui è come se fosse esploso un vulcano. Controlli di Asl e Nas in tutte le strutture vanno bene, ma prima?" si chiede Arci riponendo massima fiducia nella magistratura "siamo fiduciosi sul lavoro che sta svolgendo" invitando i lavoratori a portare avanti ogni azione messa in campo a tutela dei propri diritti "purtroppo ci troviamo di fronte a numerose richieste di conciliazione a cui dobbiamo ottemperare. Ma i lavoratori devono comportarsi come meglio credono". Auspica un intervento tempestivo delle istituzioni preposte "produrremo tutte le certificazioni, ma devono essere rapide a ripristinare le autorizzazioni".

Ma anche con le autorizzazioni la riapertura della struttura non è certa. Il problema piĂą grande resta sempre l'accreditamento ritirato  dalla Regione Campania e per il quale i commissari hanno intrapreso la strada del ricorso al Tar "Si possono fare tutti i lavori del mondo, ma senza accreditamento non si va da nessuna parte – denuncia D'Acunto che ha colto l'occasione per sottolineare ai commissari – è dal 2013 che avevamo chiesto verifiche, oggi non potete dire che siete arrivati voi ed è esploso il finimondo. In questa associazione per anni hanno fatto sparire soldi e non tutelato i lavoratori, mancano 10 milioni di euro di contributi".

Se il Tar decidesse per una sospensiva riabiliterebbe l'associazione, con tutte le autorizzazioni, alla riapertura "ma potrebbero trascorrere altri 30 giorni per la pronuncia – continua il segretario della Fp Cgil – cosa fanno i pazienti in questo lasso di tempo? Se avessimo scelto una strada diversa come quella proposta in Prefettura di spalmare i pazienti su sei strutture e l'assorbimento temporaneo del personale da parte dell'Asl, oggi non ci troveremo in queste condizioni". Ma oltre la soluzione tampone il problema si ripresenterebbe se il Tar darebbe ragione alla Regione Campania riaprendo a tutti gli effetti "il mercato" della riabilitazione "a quel punto ci sono già le associazioni che si sono fatte avanti per la riabilitazione dei disabili. Vorrà dire che i pazienti saranno suddivisi e l'Aias scomparirà". Portandosi con se anche le strutture di Calitri e Nusco ribadiscono i commissari.

Ultima modifica ilSabato, 10 Marzo 2018 08:18

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