Background ADV
  • Mercoledì 14 Novembre 2018 - Aggiornato alle 23:31

Isochimica, sindacati dal Prefetto: da Avellino a Casale Monferrato per rilanciare la vertenza amianto

Presidio di Cgil, Cisl e Uil. Lettera a Conte su tutele previdenziali mancate e sorveglianza sanitaria. E sul processo: deve tornare nella città in cui si è consumato il dramma

Isochimica, sindacati dal Prefetto: da Avellino a Casale Monferrato per rilanciare la vertenza amianto

Una tre giorni di mobilitazione nazionale per rilanciare la vertenza amianto nel suo complesso, con un'attenzione particolare sul caso Isochimica. Cgil, Cisl e Uil incontrano il Prefetto Maria Tirone a cui consegnano la lunga missiva, indirizzata anche al Premier Giuseppe Conte, per chiedere tutele previdenziali per i lavoratori esposti all'amianto, risarcimento per i familiari delle vittime e l'attivazione di osservatori regionali per la sorveglianza sanitaria su operai e abitanti. Non ultimo, l'impegno a riportare il processo Isochimica nella sua sede naturale, la città di Avellino. Solo il primo di una serie di incontri che si terranno sul tema, nel tentativo di dare risposte definitive al dramma amianto. «E' necessario intervenire sulle tutele previdenziali, a cominciare dalla mancata applicazione della sentenza del Tar del Lazio contro il regolamento di accesso al fondo vittime di amianto. Quella sentenza imponeva al Ministero di modificare il regolamento di accesso al fondo per accompagnare tutti i lavoratori in quiescenza, e anche nell'ultima Finanziaria del precedente Governo veniva sollecitato il dicastero, ma non c'è stato alcun passo in avanti. Allo stesso modo chiediamo al Prefetto di sollecitare chi di dovere per individuare una sede idonea affinché il processo Isochimica torni nella città in cui si è consumato il dramma. E' incomprensibile il motivo per cui non possa svolgersi dove si sono tenute tutte le udienze preliminari» commenta il numero uno della Uil irpina Luigi Simeone. Tra le richieste l'attivazione di un tavolo ministeriale come chiede Antonio Compare, esponente della Cisl Irpinia Sannio: «il nostro impegno nazionale e territoriale, verte sul coinvolgimento di tutti i soggetti deputati a dare risposte definitive agli operai esposti all'amianto».

Sburocratizzare l'intero sistema, è la richiesta del segretario Cgil Franco Fiordellisi: «sia sul livello previdenziale che risarcitorio, finanziando e sburocratizzando il fondo vittime dell'amianto e accelerando le procedure previste coinvolgendo Inps, Inail e Regioni con l'attivazione di osservatori specifici perché il mesotelioma è un mostro che in maniera troppo veloce porta via le persone e non aspetta i tempi della burocrazia. La vertenza aperta è nazionale, da Avellino a Casale Monferrato, senza dimenticare la necessità di attivare con gli osservatori regionali, piani di sorveglianza sanitaria su abitanti, ex operai e loro familiari».

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Novembre 2018 11:44

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.