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  • Mercoledì 19 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 04:35

La nuova Sidigas si conferma una squadra a trazione anteriore

Prestazione balistica da record per Cole e Green, anche se questa Cantù non era il più temibile dei competitor. Già partita la campagna di Russia

La nuova Sidigas si conferma una squadra a trazione anteriore

Come da pronostico, nei modi e nei tempi. La pochezza di Cantù esalta i frombolieri della nuova Scandone che – per la quarta stagione di fila – bagna con un corroborante successo il suo atteso esordio in campionato. Cinque uomini in doppia cifra, il 46% da oltre l'arco contro il 22% dell'abbordabile avversario: che mostra qualche lampo di genio solo con 'i prospetti' Gaines, Blakes e Udanoh. Il 41 a 35 a rimbalzo ed i 27 assist smazzati mascherano ampiamente le 15 palle perse e i 13 'offensivi' concessi (i difetti già palesati durante la preparazione).

E la difesa? Beh, sembra proprio che la formazione biancoverde debba 'vincerla' innanzitutto in attacco ma – contro competitor con caratteristiche simili, minor talento e panchina – basta e avanza. Abbondantemente. I califfi della Sidigas – d'altronde - irrompono nel campionato italiano con le loro riconosciute classe ed esperienza anzi, forse addirittura oltre le aspettative. 21 punti e 13 'cioccolatini' per Cole. 32 punti e 15 'carambole' per Green che – peraltro – spacca la gara con un approccio feroce e tiene a galla i suoi nell'unico (fisiologico) momento di difficoltà (19 'perle' in un primo quarto sontuoso, da record balistico). Solidissimo Costello (12 + 10), centro atipico e duro. Ancora in rodaggio Sykes e Nichols. In ritardo Filloy (non una novità in questo periodo), subito devastante N'Diaye (5 stoppate e tanta roba). Il suo impatto aumenta il rammarico per l'infortunio subito dalla gazzella senegalese lo scorso anno. E così 'la trasferta' di Pistoia diventa presto una passeggiata, un tiro al bersaglio. I lupi del basket dominano pure sugli spalti (come sempre, del resto) laddove i tifosi della Red October non si vedono e non si sentono. Ma sul calore e la passione del popolo avellinese nulla quaestio. Complici i perenni acciacchi delle promesse Campogrande e Campani, le rotazioni di coach Vucinic si fermano ad 8. E si ridurranno a 7 nella campagna di Russia, a causa della imminente paternità di D'Ercole (auguroni al capitano!). E così – dopo aver impallinato i blues del confuso Pashutin in lungo e in largo – 'i padroni di casa' tolgono in anticipo le mani dal manubrio e risparmiano (giustamente) agli ospiti l'onta di quota 100. Buona la prima, si dice in questi casi. Ma la sensazione è che si debba lavorare e crescere. Parecchio. Molto più dietro che avanti, ovviamente.

Ultima modifica ilLunedì, 08 Ottobre 2018 13:35

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