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  • Lunedì 25 Settembre 2017 - Aggiornato alle 18:47

Migranti, Don Vitaliano: a Torelli nessuna responsabilità di Don Modestino, sono le istituzioni che scaricano le loro responsabilità sulla Chiesa

Sul caso di Comunità Accogliente, il parroco di Capocastello difende il collega e punge le istituzioni: tocca al Comune e, perché no, anche alla scuola. E sul nuovo Vescovo: mi sembra che si muova sulle orme di Papa Francesco

Migranti, Don Vitaliano: a Torelli nessuna responsabilità di Don Modestino, sono le istituzioni che scaricano le loro responsabilità sulla Chiesa

"Quando accadono determinati episodi bisogna fare chiarezza. Conosco Don Modestino, la parrocchia è un modello da prendere ad esempio, funziona tutto dal consiglio pastorale agli affari economici. Le responsabilità di quello che accade a Torelli di Mercogliano sono delle istituzioni che troppo spesso scaricano le responsabilità".

Il parroco di Capocastello Don Vitaliano della Sala non butta la croce addosso al collega della Chiesa di San Nicola di Bari che ospita nei locali della parrocchia l'associazione Comunità Accogliente con cui sono sorti dei dissidi. La commissione affari economici presieduta da Don Modestino Limone ha intimato la scorsa settimana di lasciare i locali all'associazione che insegna gratuitamente l'italiano ai richiedenti asilo. Circa una sessantina che quotidianamente giungono dallo stesso comune, ma anche da Monteforte Irpino, Avellino, Atripalda per imparare l'italiano. Dovere dei centri dei accoglienza che partecipano ai bandi ministeriali troppo spesso non rispettati.

La vicenda ha fatto molto rumore e mentre Don Modestino Limone, dopo un confronto con il Vescovo di Avellino Arturo Aiello, ha prorogato il termine per lasciare i locali all'associazione fino a quando non si troverà una soluzione, il sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, che si sceglie gli interlocutori più vicini per dialogare, mentre invia una lettera negli States per provare a sbloccare la vicenda del Centro Autismo (che si trova nel Comune di Avellino) continua a trincerarsi dietro l'assenza di locali dopo averne concessi a destra e a manca per attività che non hanno un valore sociale inferiore a quello svolto da Comunità Accogliente, proponendo l'aula multimediale di Capo Castello, proprio nella comunità dove professa Don Vitaliano "le aule sono bellissime e funzionali, c'è tutto. Ma come arrivano i ragazzi qua sopra?" si chiede giustamente il parroco. Il primo cittadino mercoglianese in tal senso aveva avanzato una soluzione che è servita a buttare solo fumo negli occhi, ovvero pullman gratis per i ragazzi che frequentano l'associazione, tralasciando il fatto che non è il proprietario della Cti – Ati. 

"La Chiesa è chiamata anche ad un ruolo di supplenza in questi casi e lo ha fatto - continua il prete di Capo Castello - ma ci sono delle attività che devono essere portate avanti, vanno programmate. Quanto rivendicato da Don Modestino è giusto, ha svolto la sua funzione ma sono le istituzioni a doversi prendere carico di queste persone. A Torelli di Mercogliano hanno aperto le porte perché Comunità Accogliente si trovava in difficoltà. Prima gli scout, poi la Caritas, la convivenza dopo un po' diventa difficile. Non è giusto neanche che vaghino ad una sede all'altra. Svolgono un lavoro fondamentale per la comunità in maniera totalmente gratuita".

La proposta del prete irpino è "mettersi intorno ad un tavolo tutti insieme e trovare una soluzione. Deve essere il Comune a proporla, anche la scuola deve farsi avanti. Nel periodo estivo è chiusa, inutilizzata. E durante l'anno, essendo un dopo scuola, può essere svolto negli orari pomeridiani. Non vedo tutti questi problemi". Anche se i genitori degli alunni del catechismo hanno rifiutato di far andare i propri figli nei locali frequentati dai richiedenti asilo, ed il locale della parrocchia di Torelli non viene più utilizzato per fare le feste perché nel pomeriggio ci sono i ragazzi di colore "a maggior ragione bisogna sedersi e ragionare. Quello dei locali non è l'unico problema, c'è un discorso culturale da portare avanti insieme a tutti".

L'occasione è giusta per stimolare le istituzioni "non possono scaricare le responsabilità sulla Chiesa, sulle associazioni. Non credo che in centro non ci siano dei locali disponibili per poche ore da mettere a disposizione di queste persone che hanno bisogno di una sede definitiva una volta e per sempre". Della questione è stato interessato anche il nuovo vescovo di Avellino Arturo Aiello che ha assicurato l'impegno parallelo a quello dell'associazione a trovare una sistemazione definitiva "ben venga l'aiuto di tutti magari potranno trovare una soluzione in altro luogo".

Proprio del nuovo vescovo Don Vitaliano ha raccontato un episodio accaduto qualche giorno fa "è venuto a trovarci un pomeriggio, quasi senza avvertire. Mi sembra il modo giusto per visitare le parrocchie. Abbiamo concelebrato la messa, c'erano le poche persone con cui di solito il pomeriggio celebro. Nel periodo di Giugno e Luglio nell'oratorio abbiamo avuto 120 bambini a giocare e fare formazione, e 20 animatori più grandi. E' stato con loro, ha guidato la preghiera, ci ha parlato ed ha promesso che sarebbe tornato con la chitarra. Mi sembra una persona che si muove sulle orme di Papa Francesco. Come dice il Papa un buon pastore deve odorare di pecora, lui lo è"

Ultima modifica ilVenerdì, 04 Agosto 2017 00:35

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