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  • Giovedì 13 Dicembre 2018 - Aggiornato alle 23:02

«L'impianto rifiuti a Chianche non si può realizzare. Intervengano parlamentari e consiglieri regionali»

Ambientalisti ed istituzioni chiedono l’intervento della politica. Il delegato ai rifiuti del comune di Altavilla Irpina Gianluca Camerlengo replica al sindaco di Chianche: “confrontiamoci pubblicamente, l'area del Greco di Tufo non può diventare la pattumiera regionale”. Mazza: “ci siamo opposti al cdr e lo faremo anche con il biodigestore. I cittadini sono preoccupati”

«L'impianto rifiuti a Chianche non si può realizzare. Intervengano parlamentari e consiglieri regionali»

L'ostinazione del sindaco di Chianche Carlo Grillo nell'andare avanti con la costruzione del biodigestore preoccupa, ma non sorprende, comitati ed istituzioni che si sono rivolti al Tar. L'asticella dell'allerta sale con la legge di semplificazione regionale proposta dalla giunta che permetterĂ  a Vincenzo De Luca di avere pieni poteri sulla costruzione degli impianti ritenuti strategici tra cui proprio quello di Chianche. Eventi che spingono amministratori ed ambientalisti a chiedere l'intervento dei parlamentari irpini ed un confronto pubblico con il sindaco del piccolo comune altirpino.

«Grillo mente consapevolmente, e quando dice che forse siamo in possesso di un progetto vecchio ammette che nelle sue intenzioni c'era la costruzione dell'impianto anaerobico che oggi è costretto a spacciare per aerobico» afferma CAMERLENGOGianluca Camerlengo consigliere comunale con delega ai rifiuti di Altavilla Irpina. Proprio il comune guidato da Mario Vanni che si oppone fermamente alla costruzione del biodigestore è stato tirato in ballo dal sindaco Grillo "ha leso l'immagine di un'azienda rilevata dai lavoratori che oggi ha un mercato e sta facendo assunzioni. Da un sindaco di sinistra è un'affermazione inaspettata" continua Camerlengo che evidenzia le problematiche del comune di Chianche "dovrebbe spiegare cosa accade in località San Pietro dove manca il sistema fognario ed i cittadini hanno il divieto di scaricare le acque reflue» prima di far notare le discrasie sulla realizzazione dell'impianto «il Pip non è stato mai urbanizzato, mancano acqua ed energia elettrica. Ha dichiarato una superficie di 70 mila metri quadri ma sono 59mila. La strada di accesso è stretta ed è stata interessata da smottamenti. La zona è ritenuta a rischio sismico di prima categoria. Inoltre – sottolinea – è la stessa area sequestrata nell'inchiesta Chernobyl per l'interramento dei rifiuti tossici». Il capogruppo di Liberi per Altavilla chiede un confronto pubblico al sindaco carte alla mano «sullo studio di fattibilità ed i punti di criticità segnalati al Tar che riguardano la zona, l'area, la strada, le distanze, la tipologia di impianto, il prodotto finale che non potrà essere riutilizzato da nessuna parte». Per Camerlengo il sindaco di Chianche «vuol far diventare l'area del Greco di Tufo la pattumiera della Campania perché 35mila tonnellate sono oltre il fabbisogno provinciale. E' una persona da fermare per l'incolumità del territorio, non ha rispetto per l'ambiente, per la popolazione. Le sue motivazioni sono solo di carattere economico non si rende conto che un sindaco non può trattare con estrema superficialità una problematica così delicata e mortale per le nostre risorse». Nella vicenda del biodigestore la politica è rimasta ancora in silenzio «è la classica vicenda gestita in maniera raffazzonata. Dietro ci sono problematiche tipiche di questa Regione la cui filiera istituzionale è di centrosinistra. Le soluzioni ci sono, mi riferisco agli impianti domestici e di comunità. Il modo di porsi viene interpretato in spregio alla comunità che poi li punisce alle amministrative come accaduto ad Avellino con il Partito Democratico. In questo contesto l'atteggiamento del Governatore De Luca, con la legge di semplificazione, non aiuta a migliorare le cose. E' vero che noi attendiamo il Tar e siamo pronti a far valere le nostre ragioni in ogni sede, ma i nostri consiglieri regionali devono alzare la voce e farsi sentire, altrimenti saranno ritenuti inadeguati ed inevitabilmente saranno puniti alle prossime elezioni». Quindi l'appello ai parlamentari irpini «i quattro, tra deputati e senatori del M5S, sono stati eletti anche con i voti di queste zone. Non possono e non devono restare in silenzio, chiedo anche a loro di interessarsi alla costruzione di questo impianto e di intervenire. Il Ministro dell'ambiente Sergio Costa è una persona competente ci rivolgeremo anche a lui per evitare la costruzione del biodigestore a Chianche che mette in pericolo la salute e l'economia già precaria in questa zona».

Chiamato direttamente in causa dal sindaco di Chianche Franco Mazza, presidente dell'associazione Salviamo la Valle del Sabato «il richiamo si commenta da solo. Ho ancora conservate le testimonianze delle attivitĂ  contro Di Nunno che Manifestazione Valle del Sabato 274voleva realizzare il Cdr a Pianodardine. Eravamo contro, abbiamo presidiato il sito quando portarono le ecoballe da Napoli. Abbiamo e stiamo combattendo in tutti modi partecipando alle varie conferenze dei servizi sull' ampliamento dello Stir». Per Mazza le dichiarazioni di Grillo sono volte «a creare confusione. L'impianto sulla carta è aerobico ma nei fatti non lo è. Ha contro di lui tutti i comuni limitrofi, un bel problema politico. E' sintomatico che un piccolo comune decida di realizzare in quell'area un impianto di forte impatto, non fosse altro per il traffico veicolare, senza concertazione». Il presidente dell'associazione è allarmanto «Grillo non tiene conto delle preoccupazioni che arreca al territorio, delle ricadute ambientali, di salute ed economiche». Il primo cittadino non esclude che dietro l'opposizione possa celarsi la volontĂ  di portare il biodigestore a Pianodardine «per quanto riguarda l'associazione non è così e credo non sia così per gli altri. Non vogliamo il biodigestore neanche nella Valle del Sabato contro il quale ricordiamo si sono opposti anche i comuni di Atripalda ed Avellino approvando l'ampliamento limitatamente all'impianto di compostaggio». Per Mazza «la provincia di Avellino non ha bisogno di un mega impianto di compostaggio ma di un compostaggio domestico e poi quello di comunitĂ . Invece si parla di fantasie, non c'è alcuna certezza dell'impianto che si vuol realizzare, non avremo alcuna garanzia sul compost prodotto in un mega impianto anaerobico. Potrebbe essere solo dannoso per l'area del Greco di Tufo». La reazione nervosa di Grillo sarebbe dettata «dall'ascolto delle nostre istanze dai giudici del Tar. Alla discussione non c'erano nĂ© Comune nĂ© Regione Campania». Ma la legge regionale sulla semplificazione preoccupa «bisogna fare attenzione. I consiglieri regionali non hanno battuto ciglio. Il coinvolgimento politico è indispensabile perchĂ© toglie il fiato alla rappresentanza locale. E'importante aprire una discussione che coinvolga anche i parlamentari irpini che oggi fanno parte della maggioranza di Governo».

 

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Luglio 2018 20:46

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