A cento anni dalla nascita ( Fontanarosa, 25 agosto 1921) sembra opportuno e doveroso rendere omaggio a Don Nicola Gambino, figura assolutamente centrale nella storia della ricerca storica in Irpinia e della Chiesa avellinese, che ha servito con “docile intelligenza”

La Parrocchia di Sant’Ippolisto di Atripalda ha voluto ricordarlo con la pubblicazione di una sorta di album di ricordi stesi dal Preside Virgilio Iandiorio.

In queste pagine il redattore lega una successione di pensieri dello stesso Don Gambino che risulta, di fatto, il vero autore dell’agile pubblicazione.
Don Gambino nacque a Fontanarosa il 25 agosto del 1921, fu parroco di Rocca San Felice , di Mirabella Eclano e Candida.
Lascia pubblicazioni di grande rigore scientifico sulla storia irpina, sulla ricerca archeologica nella Valle d’Ansanto, su Aeclanum.
Riportiamo qualche titolo delle sue pubblicazioni:
“Le vicende storiche della Sancta Ecclesia Aeclanensis – Napoli 1967.
“Fontanarosa e la Madonna della Misericordia “ – Lioni 1980.
“Aeclanum Cristiana” – Lioni 1982.
“ La Cattedrale di Avellino” – Cava dei Tirreni 1985.
“Candida, il paese, la storia, i beni culturali “ – Lioni 1987.
“Santa Maria di Carpignano” – Baronissi 1988.
“ Vincenzo M. Santoli. La Mefite nella Valle d’Ansanto. Rilettura dopo duecento anni “(1783 – 1983) – in due volumi –Avellino 1991.
“San Bernardino. La Confraternita e la Chiesa in Mirabella Eclano” – Avellino 1992
( in collaborazione con Valentino D’Ambrosio).
“ La Chiesa di Madonna delle Grazie, meta del pellegrinaggio di Mirabella”- Avellino 2001.
“ Raimondo Guarini, lo studioso di Aeclanum” – Avellino 2003 – a cura di Virgilio Iandiorio – pubblicato postumo.

Don Nicola ha lasciato questa terra da due decenni.
Decenni anni che segnano un ‘ “assenza” particolarmente avvertita nel mondo dei tanti che si interessano delle radici storiche della terra irpina.
Presente e viva la testimonianza sacerdotale e culturale di questo prete -archeologo, pionieristico , lucido interprete dei “segni” che il tempo ha lasciato in abbondanza nell’immediato sottosuolo dei nostri territori.
Tracce di civiltà che l’Archeologia rivela attraverso scavi e studi : affascinanti e suggestivi momenti del cammino di un popolo.
Tutto questo affascinò Don Nicola fin dalla sua giovinezza, quando parroco di Rocca San Felice, seppe entrare in sintonia, guadagnandone stima e rispetto incondizionato, con le grandi figure di archeologi che indagarono , attraverso i sedimenti del tempo, le testimonianze più antiche delle genti d’irpinia.
L’ amicizia con Amedeo Maiuri (che sulle colonne del Corriere della Sera raccontò del parroco – archeologo d’Irpinia) e la stretta e fraterna collaborazione col professor Oscar Onorato , segnatamente in occasione degli scavi nella Valle d’Ansanto, lo resero protagonista appassionato e rispettato in quelle storiche campagne archeologiche che portarono alla luce, con dovizia di informazioni preziose, testimonianze di notevole interesse oggi conservate nei nostri musei.
La passione per l’archeologia non indebolì mai la sua missione pastorale, a Rocca San Felice per dieci anni, a Mirabella Eclano per quindici anni ed infine a Candida per un decennio non meno operoso e impegnativo.
Tenne, con impegno ed equilibrio unanimemente riconosciuto dai confratelli , l’ufficio di Vicario Generale del Vescovo Gerardo Pierro.
Nei luoghi in cui fu parroco seppe essere forza trascinante in un continuo impegno nella ricerca della storia di quelle comunità.
“ Un servizio esemplare, scrive Don Fabio Mauriello, nella prefazione della pubblicazione, corroborato, per nulla limitato, dalla sua attività nel campo dell’Archeologia e degli studi storici”.
Anche a Candida, dove la stima incondizionata del grande vescovo Pasquale Venezia lo aveva chiamato perché fosse più vicino ad Avellino e potesse attendere ad un impegno di ricerca sulla storia di quella Chiesa Cattedrale, Don Nicola spinse i giovani del posto a condividere una ricerca sull’antico mestiere dei “chiodaioli” che caratterizzò l’economia quel civilissimo centro fino agli albori del novecento.
Fu una forza trascinante senza mai essere invadente.
La sua mole , più nordeuropea che irpina, nascondeva un profondo atteggiamento di umiltà che fu segno e sostanza di una vita trascorsa nel culto del “servizio”.
Infaticabile studioso, produsse una vasta mole di pubblicazioni interessanti e documentate senza mai indulgere all’approssimazione.
Il periodo mirabellano fu caratterizzato dagli studi sull’antica Eclano e sul grande archeologo Raimondo Guarini, uno studio di ampio spessore che gli costò anni di lavoro, pubblicato postumo a cura del preside Virgilio Iandiorio , con una pregevole presentazione del professor Vittorino Grossi, grande patrologo e studioso di Sant’Agostino , più volte impegnato nel coordinamento di momenti di studio e di approfondimento di altissimo profilo su Giuliano d’Eclano , altra gloria di Mirabella.
A Don Nicola, che si spense il 6 dicembre del 2000 , è stato dedicato il Museo di Rocca San Felice e una sezione dell’area museale di Mirabella, realizzata con intelligente caparbietà dal successore del parroco –archeologo, don Remigio Spiniello.
Occorre , intanto, scrivere di queste figure esemplari, nel quadro di una più vasta azione di documentazione storica sulla Chiesa avellinese.
Occorre farlo anche e soprattutto perché alle nuove generazioni non” sfuggano”.
Il tempo, impietoso, cancella la memoria di figure che restano vive fin quando chi ha condiviso il piccolo tratto di strada che ci è riservato le ricorda, ne parla, e le indica come modelli di vita e di impegno cristiano.
Perciò chi può affidi alla sicura “custodia” delle pagine di un libro o di un giornale la memoria di figure come Don Nicola Gambino , più “fortunato” di tanti altri che, pur non avendo prodotto opere reperibili nelle nostre Biblioteche, meritano di non cadere nell’oblio.

Antonio Polidoro, direttore della biblioteca diocesana di Avellino

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome qui