«Avevamo deciso, per questioni di stile, di non pubblicare il documento presentato dai Capigruppo di maggioranza in Conferenza dei capigruppo tenutasi il 25 luglio presso Palazzo di Città. Ma, le accuse di mistificazione, che il consigliere di maggioranza Arturo Iannaccone ha rivolto alle minoranze ci obbligano, nostro malgrado, a renderlo pubblico». E’ questo l’incipit della nota dei gruppi di minoranza che continuano: «siano i cittadini, alla luce di quanto emerge dal documento, a stabilire se vi siano o meno pesanti valutazioni sul comportamento del Presidente del Consiglio comunale, quasi una minaccia se non addirittura una mozione di sfiducia nei confronti dello stesso e per quella via, se non si sia tentato con richiami espliciti al regolamento circa il diritto di iniziativa dei consiglieri comunali, di intimidire o limitare i diritti dei singoli consiglieri e delle minoranze. Il passaggio sulla immunità parlamentare poi – continuano le minoranze – conferma il tentativo di limitare i consiglieri nella espressione della propria libera volontà. Ricordiamo a Iannaccone e ai suoi sodali che l’ultima osservazione vale anche per loro, non essendo essi stessi parlamentari e di stare quindi attenti ad etichettare come “mistificatori” quei consiglieri che esercitano solo le proprie funzioni».
IL TESTO DEL DOCUMENTO DEI CAPIGRUPPO DI MAGGIORANZA INDIRIZZATO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LIVIO PETITTO
«Alla luce dello svolgimento dei lavori dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Avellino, sviluppatasi in maniera infruttuosa e tale da non dare una degna immagine del Civico Consesso, ci corre l’obbligo di ricordarLe che è suo compito e dovere garantire il rispetto assoluto, evitando interpretazioni fantasiose o addirittura capziose, del Regolamento del CONSIGLIO.
In modo particolare la invitiamo a concentrare la sua attenzione sui seguenti articoli del predetto Regolamento:
1) Art.59 – Diritto di iniziativa dei Consiglieri – in merito ai punti all’ordine del giorno che possono essere inseriti in virtù di richieste specifiche dei consiglieri medesimi;
2) Art.60 – Ordini del giorno – con riferimento ai tempi di intervento ed alla votazione conclusiva;
3) Art. 68 – Mozioni – che, puntualmente, regola il tempo entro cui devono essere discusse, le modalità e la durata degli interventi dei Consiglieri.
Le rappresentiamo infine che a differenza dei Parlamentari i quali godono di immunità e quindi non rispondono delle opinioni espresse e dei comportamenti tenuti in Aula, i Consiglieri Comunali, invece ne rispondono. Pertanto riteniamo che il mancato rispetto del Regolamento o una forzatura rispetto alla sua interpretazione possa da un lato inficiare la validità dei lavori del Consiglio e dall’altro configurare eventuali irregolarità.
Ida Grella, Massimiliano Miro, Arturo Iannaccone.  

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