“Smantellare tutti i luoghi comuni sulla pubblica amministrazione come ambiente dell’immobilismo e dell’improduttività e iniettare in essa nuove passioni, intelligenze e competenze”. Queste le parole che ha pronunciato il consigliere regionale Francesco Todisco, in apertura dell’incontro “Piano per il lavoro, si parte”, da lui promosso, per coinvolgere, informare e fornire spiegazioni utili relative al Piano per il Lavoro messo in campo dalla Regione Campania e che prevede diecimila nuove assunzioni nella pubblica amministrazione. “Si tratta di una misura che incarna l’idea che il governo di questa regione ha sulla dignità e che attiva una speranza vera in una terra che vive profondamente il problema della disoccupazione. – ha proseguito Todisco – Siamo convinti di tutto questo, perché i giovani non sono alla ricerca di una paghetta, bensì proprio di dignità e riscatto, da raggiungere con il lavoro e non con misure di sostegno”.

In una Sala Blu del Carcere Borbonico gremita di amministratori, ma anche di cittadini ed interessati, Roberta Santaniello (Dirigente Ufficio di gabinetto presidenza della Regione Campania) ha spiegato come la misura guarda e cerca di rispondere a tante necessità legate a tutto il sistema della Pubblica Amministrazione. Nel suo intervento ha sottolineato che “la Regione non inventa un’azione per fare clientela o per scopi elettorali ma per provare a fornire l’ennesima risposta ad una problematica che ogni comune tocca con mano: quella di una carenza organica sempre più diffusa sia per quanto riguarda gli aspetti dell’innovazione sia per quelli legati a una pianta organica della P.A. che va rinnovata sotto il profilo anagrafico”.

Sala piano lavoroI dati relativi alla situazione dei dipendenti della pubblica amministrazione parlano infatti di circa diciottomila persone prossime all’età pensionabile. Un dato che è preoccupante ma anche indicativo per il consigliere regionale con delega alla riforma della P.A. Pasquale Granata, il quale ha precisato che “questa contrazione, senza un dovuto ricambio, equivale a bloccare o peggio ancora far morire le amministrazioni; per questo la Regione ha il dovere di fornire ogni strumento possibile ai comuni e gli enti locali per controbilanciare la perdita di competenze e di personale”. Nella sua relazione, Granata ha spiegato che, dal 12 ottobre, i comuni hanno sessanta giorni per aderire al Piano “nella provincia di Avellino non ha ancora risposto nessuno rispetto ad altre province” e cominciare a interfacciarsi con il Formez, società che si interesserà di tutte le procedure concorsuali.  Sarà quest’ultima che gestirà in modo centralizzato tutte le selezioni aperte a diplomati e laureati, rapportandosi con le amministrazioni e costruendo una piattaforma nella quale confluiranno i fabbisogni occupazionali di ogni comune. Sulla base di questi fabbisogni verranno redatti bandi appositi e con una procedura basata su prove preselettive e concorsualim due prove scritte, una prova orale il Formez indicherà i vincitori che accederanno a un periodo di tirocinio formativo retribuito con 1000 euro al mese nei vari uffici della P.A pagato con il fondo sociale Europeo. Il tirocinio sarà requisito fondamentale per accedere poi a una graduatoria dalla quale i comuni dovranno attingere per rimpinguare di profili lavorativi e nuove competenze le loro piante organiche. La formula del corso/concorso gestita da uno dei centri che, a livello nazionale, si distingue per lo studio e la formazione per l’ammodernamento della pubblica amministrazione tenta di scongiurare, ogni ipotetica corsia preferenziale o dubbio sulla regolarità di questa iniziativa. Lo hanno precisato in maniera netta sia Todisco che Granata, i quali hanno poi rivolto un semplice invito a tutti coloro che hanno intenzione di partecipare: “l’intento di questo Piano è far si che la Pubblica Amministrazione si possa nutrire di competenze e passioni nuove. Non cercate corsie preferenziali ma studiate per cogliere e costruirvi con questo piano un’opportunità!”

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