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Metro leggera, la partita si sposta al Ministero: la Regione stanzi i fondi

L'opera può terminare entro febbraio. Ruberto: non sarà tanto utile, serviva un percorso più lungo

Adesso scende in campo anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella vicenda della Metropolitana Leggera. A Roma si è tenuto un summit presso l'ufficio del funzionario di dipartimento, Elena Molinaro, a cui hanno partecipato l'assessore alla Mobilità, Giuseppe Ruberto, e i rappresentanti della ditta appaltatrice l'Ati Sirti. L'esponente di Palazzo di Città ha spiegato tutte le difficoltà che sta incontrando il Comune nell'ottenere dalla Regione la quota di cofinanziamento dell'opera, pari a nove milioni.

«Questo incontro rappresenta un importante passo avanti – ha sottolineato Ruberto. Il Ministero, alla luce del disimpegno della Regione, ha preso atto di questo atteggiamento e a novembre convocherà un tavolo invitando anche lei». In quella sede, l'organismo di Palazzo Santa Lucia sarà chiamato a dire come intende muoversi con lo sblocco dei fondi, mentre dal Ministero evidenzieranno la situazione paradossale che si è venuta a creare: da Roma sbloccano i fondi e la Regione non fa la sua parte, di fatto bloccandola da anni. L'incontro è servito anche a chiarire quando il Comune dovrà immatricolare gli undici bus fermi per ora in Belgio, presso i capannoni della Van-Hool. La scadenza prevista per legge per immatricolare mezzi Euro 5 è quella del 31 dicembre 2014. Il Governo darà tempo fino a giugno 2016 per procedere con le operazioni.

Intanto anche il Comune di Avellino è stato chiamato dal Ministero a dare delle spiegazioni. Necessarie, per giunta, altrimenti Roma non erogherà l'ultima parte di finanziamento che le compete (circa 7 milioni di 14 complessivi). Â«Il Ministero vuole sapere se l'opera si realizza e soprattutto se funziona. Noi abbiamo già predisposto un piano di gestione per la metropolitana leggera che avrà un costo annuo di 1,1 milioni di euro – spiega Ruberto - Ora questo piano va calato nella realtà del trasporto locale già esistente, si deve cercare di ottimizzare quei costi. Da parte della Regione non c'è la disponibilità a darci ulteriori finanziamenti rispetto a quel 1,2 milioni che già ci dà». Il Comune, quindi, dovrà cercare da un lato di abbassare i costi di gestione della metro leggera relazionandosi con l'A.Ir. dall'altro deve cercare di produrre degli utili tramite la realizzazione di parcheggi di interscambio, ma anche incentivando l'uso del trasporto pubblico con nuove Ztl. «Il nuovo piano di trasporto deve avere in mente un visione della mobilità funzionale per arrivare a dare un senso a questa opera. È un aspetto tecnico che deve andare di pari passo rispetto al completamento dell'opera».

Su quest'ultimo punto, l'Ati Sirti è stata categorica al tavolo: la metro leggera può essere completata entro febbraio 2015, se si procede spediti con l'erogazione dei fondi. «Il grosso del lavoro è stato già fatto, abbiamo realizzato le sottostazioni elettrificate e collaudate – ha precisato Ruberto – e i pali sono stati istallati per il 40%. Alla fine l'attività che dobbiamo fare è solo l'installazione ulteriore dei pali, ma non richiede tanto tempo. Ma questo si può fare se c'è un impegno di tutti a collaborare per erogare questi fondi».
Ora bisogna capire quali sono le disponibilità della Regione a sbloccare questi i fondi, nel frattempo il Comune si incontrerà con l'A.Ir. per individuare un capannone in cui parcheggiare i bus, altra richiesta fatta dal Ministero.

Mentre si lavora per sbloccare i fondi e completare finalmente quest'opera, in città restano forti i dubbi sull'utilità della Metropolitana Leggera. Mesi fa, l'assessore ai Lavori Pubblici, Caterina Barra, parlando del Tunnel disse che, se fosse stato per lei, non avrebbe mai avviato quell'opera. Sulla metro leggera, il giudizio di Ruberto è quasi lo stesso. «Con il tracciato attuale ci sono delle problematiche oggettive sull'utilità e anche sulla capacità di generare un indotto. Diciamo che così com'è adesso l'infrastruttura, non mi sembra un'opera razionale al 100%. Avrebbe avuto più senso se avesse unito Atripalda e Mercogliano, in un'ottica di area vasta com'era pensata inizialmente. Adesso l'opera ce la teniamo e facciamo di tutto per rendere il più utile è possibile. Poi magari in futuro proveremo ad ampliare il percorso»

Ultima modifica ilVenerdì, 17 Ottobre 2014 16:15

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