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  • Martedì 16 Ottobre 2018 - Aggiornato alle 08:37

Piscina, politiche sociali e abitative Arace attacca: siamo stati noi a sollevare i problemi, ma l'amministrazione fa poco e in ritardo

Giovedì si torna in aula per una seria di informative chieste dal gruppo "Si Può". Il capogruppo fa il punto e punta l'indice contro il governo cittadino

Piscina, politiche sociali e abitative Arace attacca: siamo stati noi a sollevare i problemi, ma l'amministrazione fa poco e in ritardo

Si torna in consiglio comunale, giovedì, per una sessione di informative chieste dal gruppo "Si Può". Piscina comunale, politiche abitative, e politiche sociali, gli argomenti all'ordine del giorno su cui interviene la capogruppo d'opposizione Nadia Arace.

Il futuro della piscina comunale, dopo mesi di sequestri, ricorsi al Tar, debiti da saldare, sembra essere ormai arrivato al capolinea, con l'amministrazione che ha avviato l'iter di rescissione contrattuale. Era inevitabile arrivare a tanto?

«L'amministrazione ha agito con un ritardo che oggi pesa molto sullo stato delle cose. La prima denuncia che abbiamo sollevato in aula risale a più di due anni fa ed è stata la nostra reazione al silenzio dell'Amministrazione rispetto alle comunicazioni dell'Ispettorato del Lavoro. Richiamammo lo Statuto dei Lavoratori secondo cui, quando l'Ente proprietario del bene viene raggiunto dall'accertamento di una violazione dello Statuto, è chiamato immediatamente a sospendere la concessione di benefici economici e creditizi. Una vicenda su cui pesa l'assenza, per anni, di un Rup, cioè di un responsabile comunale deputato alle attività di controllo che l'Ente è tenuto a porre in essere nei confronti dei concessionari dei suoi beni, controlli che avrebbe dovuto attivare specie dopo essere stato raggiunto da una comunicazione di quel tipo. Questa estate, quando la Polisportiva ha cessato di pagare le rate del mutuo con il Credito sportivo, noi denunciammo il rischio di un'esposizione finanziaria astronomica che l'Ente non aveva la forza di sopportare, considerato il valore di una polizza di quasi 3 milioni di euro. Oggi dopo una rateizzazione non onorata, l'Amministrazione ha compreso il rischio».

C'è, a suo avviso, un'alternativa, in caso la Polisportiva non riesca a presentare un piano di rientro, in grado di tutelare quei lavoratori e, al tempo stesso, ad evitare l'ennesima scatola vuota e abbandonata in città?

«Tra le ipotesi in campo, per restare sulle decisioni da assumere nell'imminenza, si potrebbe valutare la soluzione di una gestione-ponte, con la nomina di un Commissario comunale, e verificare contestualmente gli eventuali creditori dell'Istituto sportivo interessati a rilevare la gestione. Per questo ribadiamo la necessità di istituzionalizzare un tavolo con i Sindacati tutti e i lavoratori tutti, per chiarirci anche con quelli licenziati senza giusta causa e col disposto reintegro».

Sulle politiche sociali più volte "Si Può" ha incalzato l'amministrazione. Tra i ritardi del Pdz, bandi annullati e annunci, a che punto siamo?

«Siamo al punto di partenza e, cioè, all'assenza totale di un controllo sull'efficacia dei servizi. Non c'è un dato su come vengano spesi i soldi pubblici, non c'è un numero sugli utenti raggiunti dai servizi sociali, nessuna traccia di un monitoraggio sulla qualità della spesa, tutti elementi necessari che vanno posti a base di una programmazione decente. E se non lo fa il Comune capoluogo, che presiede l'Ambito, significa che non lo fa l'Ambito. A questo si accompagna la solita trafila di bandi pubblicati e poi sospesi. Io comincio, onestamente, a dubitare della spiegazione che ci viene data ogni volta dalla Mele, che si nasconde sempre dietro meri errori e farfuglia la necessità di un approfondimento da parte degli uffici. Possibile, per fare riferimento agli ultimi accadimenti, quelli relativi al servizio di Segretariato Sociale, rispetto a cui il primo bando prevedeva criteri valutativi così stringenti ed esclusivi e poi, in seguito alla richiesta di chiarimenti da parte di alcuni soggetti intenzionati a partecipare, questo viene sostituito da una indagine di mercato? Tra l'altro per dare in affidamento diretto, per soli due mesi, lo stesso servizio e chiedendo stavolta come unico requisito la sede legale nella provincia di Avellino? A pensar male, si direbbe che siano le logiche pre elettorali a spiegare queste operazioni».

Ad un anno dalla morte di Angelo Lanzaro all'interno del Mercatone, cosa è cambiato per chi vive in strada sul territorio comunale?

«Nulla. La più grande fatica che faccio è sentire l'Assessore Mele ricordarsi di finanziare un dormitorio per i senzatetto sempre e solo in prossimità dell'inverno. Chiaramente senza un progetto fatto per tempo e inserito tra le domande di finanziamento, che ricordiamolo per l'Area Vasta ad Avellino non ha previsto un euro per gli investimenti nel sociale. Sono parole vuote, suonano solo come buonismo accattone, perché servono a lavarsi la faccia e la coscienza. Nell'ultima seduta di Consiglio chiesi alla Mele lumi in merito. La sua risposta, prevedibile, è stata che ha dato mandato agli uffici per reperire una struttura. Poco prima, mi aveva risposto che per lo Sprar il Comune non dispone di un immobile per l'accoglienza dei migranti. Ne ho dedotto che, non essendoci per questi ultimi, non c'è neanche per i senzatetto. Ecco sarebbe stato più rispettoso dire la verità».

Politiche abitative, che fine hanno fatto gli sfratti e le nuove assegnazioni promesse?
«E' un altro buco nero. Dall'inizio del mandato abbiamo chiesto, insieme ai Sindacati, l'anagrafe degli occupanti e degli aventi titolo, previa verifica della permanenza dei requisiti di chi è assegnatario. Nulla, nemmeno la task force guidata da Arvonio e sostenuta da 15 dipendenti ha prodotto un report, qualcosa di fermo sulla carta. Siamo all'anno zero: non ci sono contratti registrati, nonostante gli impegni in Consiglio e nel Bilancio, non si interviene sugli sfratti, anche ipotizzando una strategia alternativa per chi non ha titolo, ma neanche un lavoro. La cosa più saggia da fare sarebbe riconvocare il tavolo con la 7° Commissione e tenere le parti sociali, mi riferisco in primo luogo ai Sindacati della Casa, dentro al processo e alla discussione della programmazione delle politiche abitative, compreso il piano delle nuove assegnazioni».

Sull'affidamento della casetta di vetro di Piazza Kennedy, l'assessore Valentino ha chiarito (leggi qui) che la Clam srls non è la stessa Clam srl morosa nei confronti dell'ente per la gestione del bar del Teatro. Vi convince?

«L'Assessore Valentino pecca di ingenuità continuamente. Ha più volte fatto proprie le nostre richieste di vigilare e risolvere le morosità che gravano su molti assegnatari delle strutture comunali, ma altrettante volte non è arrivata alla definizione delle stesse. Questo riguarda il Partenio Lombardi, la Piscina comunale e una galassia di piccoli debitori che però, insieme, fanno un grande debito. Sarebbe anche in questo caso cosa saggia verificare bene se questa società ha qualche richiamo con l'altra. Così come sarebbe altrettanto saggio cominciare a rivedere tutti quegli affidamenti di spazi pubblici a soggetti del terzo Settore che però non svolgono opera di utilità sociale, ma fanno puro lucro, in questo caso a spese comunali. Situazione anche questa sollevata in Consiglio, anche perché richiama un caso illustre di inopportunità politica, in quanto coinvolge i congiunti di un assessore della Giunta».

E' ormai iniziato il conto alla rovescia per la fine di questa consiliatura. Che mesi saranno, questi ultimi che verranno, per la città?

«Mesi confusi prima di tutto, con una maggioranza o assente o distratta in aula, ma affaccendata nei corridoi e a Via Tagliamento. Ma ci ritroveremo, almeno, le strade asfaltate».

Due giorni fa Lei ha partecipato a Roma all'assemblea nazionale di «Liberi e Uguali». Il progetto di sinistra messo in campo per le politiche del 4 marzo, sarà riproposto anche alle successive amministrative ad Avellino?

«Abbiamo bisogno di proporre in città un progetto che sia autonomo dal Pd e generoso, che abbia ambizione di governo ma che conservi la coerenza e la trasparenza nel patto con gli elettori. Senza ambiguità e senza narcisismi a guidarlo. Queste le premesse che valgono a Roma e, per noi, anche ad Avellino. Come ho detto in Assemblea, ad Avellino abbiamo precorso questo sforzo nazionale, abbiamo ridotto le distanze e le differenze come Possibile e Sinistra Italiana per unirci sulle idee e sulle cose da fare. Noi siamo esattamente centrati su quel tentativo e con lo stesso spirito lo offriremo alle altre forze politiche e sociali avellinesi».

Ultima modifica ilLunedì, 08 Gennaio 2018 20:55

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