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  • Sabato 21 Luglio 2018 - Aggiornato alle 11:33

Biodigestore, Grillo: "contro lo sviluppo del territorio una coalizione portatrice di altri interessi. Realizzeremo il polo biologico per le produzioni vitivinicole"

Il sindaco di Chianche deciso a costruire l’impianto di trattamento rifiuti: “è un segno di civiltà che viene dal territorio più abbandonato della provincia. Nessun impatto ambientale, garantiamo la gestione pubblica tenendo fuori la camorra ma in giro sento solo bugie e rischio il linciaggio”. E sulla politica “mi attaccano i demitiani, il Partito Democratico mi ha lasciato solo”

Biodigestore, Grillo: "contro lo sviluppo del territorio una coalizione portatrice di altri interessi. Realizzeremo il polo biologico per le produzioni vitivinicole"

Carlo Grillo è il sindaco riconfermato di Chianche, uno dei comuni più piccoli d'Irpinia con le sue 700 anime residenti, ma circa 400 realmente attive in paese. Il primo cittadino è stato travolto dalle critiche per la costruzione di un impianto di compostaggio di circa 15 milioni di euro nell'area Pip del suo comune. Uno degli otto del Greco di Tufo Docg.

I sette comuni dell'area Montefusco, Petruro Irpino, Santa Paolina, Torrioni, Tufo, Altavilla Irpina, Prata Principato Ultra, comitati ambientalisti, consorzi di Tutela del Vino e Produttori Vitivinicoli, costituitisi in comitato, accusano il primo cittadino di arrecare danni all'economia locale e ambientali dovuti alle emissioni dell'impianto e dai camion che conferiranno i rifiuti. Per fermare la realizzazione del biodigestore autorizzato dalla Regione Campania si sono rivolti al Tar che si esprimerà entro fine mese e se non dovessero raggiungere lo scopo sono pronti ad andare al Consiglio di Stato fino a rivolgersi al ministro dell'ambiente Costa.

Nonostante la mobilitazione però Grillo andrà avanti per la strada intrapresa da oltre un anno "disorientano la cittadinanza creando allarmismi. Provocano tensioni sociali su una bugia. Capisco se protestano i cittadini, ma se lo fanno sindaci e istituzioni lo ritengo grave. Non sono tranquillo, rischio il linciaggio per questo atteggiamento irresponsabile" afferma il primo cittadini di Chianche.

Contro il biodigestore si sono schierati sindaci che rappresentano migliaia di cittadini e centinaia di aziende vitivinicole. Non crede possano aver ragione?
Mettiamo fossi diventato pazzo, ci sono Ato, Asl, Arpac, comune capoluogo, Provincia, Regione. Non credo tutta la filiera possa essere concorde sulla costruzione dell'impianto se è ritenuto non idoneo. Io la ritengo una coalizione contro un sistema di sviluppo. Il biodigestore è un segno di civiltà che viene dal territorio più abbondonato della provincia.

Il comitato sostiene che l'impianto sia aerobico soltanto sulla carta, ma nel progetto c'è produzione di gas, energia, scarti di lavorazione rendendolo di fatto anaerobico. E così?
O hanno un progetto vecchio, oppure non lo hanno proprio letto. La Regione Campania nella manifestazione d'interesse ci ha obbligati a presentare un progetto per un impianto aerobico che oltre a non produrre gas, sversamenti, ha come finalità la produzione di compost riutilizzabile. Personalmente ritengo l'impianto anaerobico anche più utile, ma non possiamo realizzarlo.

Esclude la possibilità di inquinamento dell'aria e dell'acqua sostenuto dagli ambientalisti?
Innanzitutto vorrei sapere da Franco Mazza cosa diceva quando costruivano il cdr a Pianodardine. Hanno messo un impianto che inquina la Valle del Sabato e destina 1,2milioni di euro di ristoro al comune di Avellino. Dovremmo chiedere la chiusura di tutte le fabbriche. Chianche è l'ultimo comune della provincia bagnato dal fiume Sabato, al massimo siamo noi a ricevere i danni da sversamenti effettuati a valle. I comuni limitrofi che si sono schierati contro l'impianto non hanno impianti di depurazione. Nel nucleo industriale di Altavilla Irpina ci sono 10mila metri quadri di amianto, industrie inquinanti. La miniera di zolfo lavora in maniera arcaica cascami di petrolio, le esalazioni sono nocive e si preoccupano di un impianto che produce compost. Non vorrei volessero realizzare il biodigestore a Pianodardine.

Insieme agli ambientalisti si sono schierati anche i consorzi vitivinicoli. Il timore è che venga penalizzato il marchio Greco di Tufo docg, una delle poche eccellenze di questa provincia.
Il presidente Stefano Di Marzo viene a Chianche e ne parla entusiasticamente, poi si ritrova con le cantine e ritratta. Per completare la filiera circolare dei rifiuti dobbiamo produrre compost di qualità da riutilizzare nelle coltivazioni. Insieme ai comuni di Montefredane e Taurasi sta nascendo un polo biologico per la trasformazione del composto in prodotto da utilizzare nei vigneti per la produzione biologica come fanno per il Pinot.

Chianche, Montefredane, Taurasi sono comuni che producono le tre docg irpine. Come mai fuori dalla sua area trovano interessante per l'economia il prodotto del biodigestore?
Stati Uniti d'America e Nord Europa importano soltanto vini biologici, il mercato mondiale del vino va in quella direzione e tutte le grandi aziende stanno riconvertendo i vigneti. Per la riconversione serve il compost biologico e non più la concimazione che tanti danni ha creato alla salute delle persone. Inoltre al biodigestore saranno conferiti anche i residui vegetali così eviteremo anche l'abbruciamento. Le grandi aziende vitivinicole irpine che sfruttano i piccoli coltivatori, stanno acquistando i terreni dai contadini per riconvertirli prima che questi capiscano che hanno una fortuna tra le mani.

Cosa risponde agli amministratori che ritengono la strada non idonea alla circolazione dei camion?
Se mi attaccano sulla viabilità significa che non hanno argomenti. Su quelle strade c'è spazzatura dappertutto. Perché non chiedono di migliorare la viabilità con i Fondi Por Fesr nei comuni che dovranno sostenere un maggiore carico veicolare? Risolverebbero un problema, se c'è, anche per i loro cittadini.

Il sindaco di Preturo Irpino aveva presentato la manifestazione di interesse anche per il suo comune e poi ha rinunciato. Secondo uno studio l'impatto ambientale sarebbe stato devastante.
Preturo non ha rinunciato, la Regione non ha ritenuto l'area idonea. A quella manifestazione abbiamo risposto in 16, solo Chianche e Teora sono stati ritenuti siti validi. Ricordo che il comune di Petruro Irpino qualche anno prima aveva approvato in consiglio comunale una variante urbanistica per realizzare un impianto trattamento rifiuti costruito da privati. L'Arpac fermò tutto perché erano troppo vicini al fiume. Noi non dicemmo niente, così come siamo rimasti in silenzio quando hanno riacceso i motori della ex Vavil. Questa è un'area povera, se ci sono delle opportunità di lavoro realizzabili vanno coltivate.

Le imputano anche di non aver convocato una conferenza dei servizi.
La conferenza dei servizi, si fa quando si trasforma un territorio da una vocazione ad un'altra. Ma qui parliamo di un impianto a carattere industriale quindi nessuna modifica dello strumento urbanistico. Sto proponendo una soluzione per il territorio in una zona industriale realizzata con un milione di euro di fondi pubblici. Nell'area industriale di Chianche non c'è nulla. Occuperemo il 50% dell'area, circa 35mila metri quadri. Questa è una risposta anche a chi dice che non abbiamo rispettato i vincoli dal fiume, dalla strada statale, ferrovia. L'area industriale è realizzata in una zona alta e non è neanche a rischio alluvionabile.

La politica sembra totalmente assente, che ruolo svolge in questa vicenda?
Bisogna fare delle distinzioni. Gli attacchi che ricevo sono strumentali, avvengono da comuni che avevano partecipato alla manifestaizione di interesse ma sono stati ritenuti non idonei. Analizzando l'appartenenza politica dei sindaci sono quasi tutti riconducibili all'area degli ex Udc di De Mita. Devo pensare che dietro questa opposizione ci siano altri interessi, che in realtà il problema non è il biodigestore ma chi e dove lo si realizza. Non lo fanno per il bene comune, non a caso i due ex deputati Giuseppe De Mita e Giancarlo Giordano che si erano rivolti al Ministro dell'ambiente  oggi sono a spasso ed in cerca di autore.

Dalla sua area politica, il Pd, non si hanno segnali.
Dal presidente dell'osservatorio regionale sui rifiuti Enzo De Luca e dal presidente dell'Ato rifiuti Valentino Tropeano ho ricevuto una iniziale vicinanza, poi sono spariti. Ho chiesto al vice presidente della regione Fulvio Bonavitacola di interessarsi alla vicenda per calmare gli animi dei demitiani. Anche negli uffici regionali ricevo ostruzionismo da dirigenti e funzionari. Ma non avrebbe mai aperto una crisi politica per un sindaco di un comune di 400 abitanti. Mettono contro i sindaci di un territorio senza risorse e poi si ritrovano con gli elettori che li puniscono come è accaduto ad Avellino. 

Il suo comune non si è costituito al Tar, se dovesse perdere il ricorso cosa farà?
Abbiamo fornito gli elementi all'avvocatura regionale. Se il Tar dice che l'impianto non può essere costruito non ci rivolgeremo ad altri organi. Lasceremo la palla nelle mani dell'Ato rifiuti e diventerà un problema politico. La legge 14 prevede la provincializzazione dei rifiuti, andremo in Regione a dire che la legge è sbagliata, magari ci ritroviamo i rifiuti nuovamente a difesa grande oppure al termovalorizzatore di Tufino. Io resto convinto che la strada intrapresa sia la migliore e ci consentirà di chiudere il ciclo rifiuti.

Nonostante le tante difficoltà sembra davvero convinto della sua scelta.
Ci sono impianti dove le scolaresche vanno a tenere corsi di educazione civica. Sono posizionati in centro città, alle porte, al centro di produzioni vitivinicole e agricole. Ritengo che la gestione pubblica dei rifiuti allontani gli interessi della camorra. I sindaci hanno il dovere di attenersi alla legge e chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia. Oggi spendiamo 200 euro a tonnellata per portare i rifiuti al nord Italia. Con il biodigestore i comuni spenderanno 89 euro a tonnellata ed il prodotto sarà impiegato nuovamente creando economia circolare. I cittadini si vedranno ridotte le tasse, il comune di Chianche e gli altri comuni limitrofi riceveranno un ristoro.

Il biodigestore quanti rifiuti tratterà?
Abbiamo una produzione massima di 35mila tonnellate a pieno regime, soddisferà l'esigenza di 150mila utenti della provincia di Avellino. Insieme all'impianto di Teora riusciremo a soddisfare tutta l'esigenza provinciale.

Avrà anche ricadute occupazionali?
A pieno regime una ventina di posti di lavoro che intendo far gestire dall'azienda municipalizzata del comune costituita ad hoc. Abbiamo emanato una manifestazione di interesse per la progettazione interna. E' rivolta anche ai comuni limitrofi, alle Asi indutriali della Campania ed enti pubblici. C'è massima trasparenza su tutto e chiediamo la più ampia partecipazione. 

In conclusione cosa si sente di dire a chi contesta l'impianto?
Sono pronto a discutere sulla localizzazione se c'è una località più idonea della mia. La Regione certo non ha scelto Chianche per una valutazione politica visto che ci sono 400 elettori. Se il Tar mi dovesse dare ragione propongo a tutti di chiedere chiedere uno scalo ferroviario al biodigestore per portare i rifiuti. E' un'opera realizzabile nell'ambito dell'elettrificazione dell'Avellino – Salerno – Benevento. Serve un binario di allocazione di circa 100 metri, niente di straordinario. In questo modo risolveremo il decongestionamento delle strade ed ottimizzeremo il processo che ci porterà a chiudere il ciclo dei rifiuti.

Ultima modifica ilGiovedì, 12 Luglio 2018 01:06

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