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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 07:08

Trivellazioni, la Regione impugna lo Sblocca Italia. Fucci: noi per la concretezza, altri fanno demagogia

La Regione Campania impugna gli artt. 36- 37 e 38 dello Sblocca Italia. "Stamane ho dato mandato all'avvocatura di procedere con l'impugnazione davanti alla Consulta. Un'altra pagina di storia politica è stata scritta. Ora andiamo avanti con il nostro impegno al fianco del territorio". E' entusiasta l'assessore regionale al Petrolio Vittorio Fucci e non lo nasconde. In molti avevano pensato che le proposte enunciate dalla Regione nei mesi scorsi fossero solo dichiarazioni di principio, di quelle iniziative da adottarsi in vista del prossimo appuntamento elettorale che rinnoverĂ  proprio i vertici di Palazzo Santa Lucia. Lo stesso Fucci, non piĂą tardi di qualche giorno fa, aveva dichiarato di voler procedere con l'impugnazione entro la decorrenza dei termini imposti dalla legge, che sarebbero scaduti il prossimo 10 gennaio. Ma la svolta è giunta, grazie all'intercessione dell'assessore regionale al ramo, proprio nelle prime ore della mattinata.

"Tutto il resto- sottolinea ora l'assessore- è solo frutto di demagogia politica. Noi difendiamo il territorio e lo stiamo dimostrando con atti concreti. Gli altri, invece- attacca- hanno solo eseguito i dictat imposti dai loro 'padroni' a livello nazionale. Mi sarei aspettato, e mi aspetto ancora- prosegue Fucci- che i partiti di governo sappiano andare aldilà delle enunciazioni di principio. Noi intanto, come governo regionale, abbiamo dato prova di concretezza seguitando a portare avanti quanto avevamo proposto".

Dunque, ben prima della decorrenza dei termini, arriva l'atto di consacrazione dalla Regione. Sebbene l'impugnazione dinnanzi Fuccialla Corte Costituzionale non implichi di per sé uno stop forzato alla produzione degli effetti di legge collegati allo Sblocca Italia, costituisce un atto essenziale. E' un no forte, almeno da un punto di vista strettamente formale, alle trivellazioni petrolifere in Irpinia. Un no che arriva dopo anni di battaglie e resistenze da parte dei comitati civici no triv. "Non condividiamo- spiega Fucci- l'impostazione voluta dal governo. Con quella legge si tarpano le ali alla Regione, la si priva della sua capacità di dialogo e concertazione con le aree interne. Si mette il bavaglio all'Irpinia, che non può più dire la sua in materie che, sfogliando la Costituzione, si scoprono essere assegnate alla 'legislazione concorrente'. Il governo Caldoro è in perfetta sintonia con le istanze del territorio e la novità di stamane ci consacra come ente mai sordo alle istanze, forti, che provengono dal basso".

Ora si dovrà attendere. Rispetto a quanto accaduto in Basilicata, dove le trivellazioni petrolifere hanno già iniziato a produrre i loro effetti e la Regione ha deciso di non impugnare lo Sblocca Italia, qui la situazione sta assumendo dei contorni differenti. Forse i comitati, allo stato veri e propri presidi territoriali, non riusciranno a salvaguardare le eccellenze del loro territorio. Forse, alla fine, la Cogeid riuscirà nel suo intento. Ma le voci non potranno essere messe a tacere. E almeno, per una volta, una vertenza avrà l'effetto di unire gli intenti anziché dividerli. Si valuta, in questi giorni, la possibilità di procedere con un referendum abrogativo. Strada irta di complicazioni, questa, che però potrebbe concretamente arrestare gli effetti dello Sblocca Italia sulle terre d'Irpinia. Nell'attesa, il prossimo 3 gennaio i comitati no triv si riuniranno a Gesualdo per la manifestazione regionale. Se nei giorni scorsi si erano detti "agguerriti", ora magari affronteranno la pausa natalizia con un atteggiamento diverso. Il panettone, quest'anno, avrà forse un sapore meno amaro.

Ultima modifica ilSabato, 27 Dicembre 2014 13:23

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