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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 05:53

Pagliaro: il Pd irpino è tutto contro le trivellazioni, ma il Piano energetico non è figlio di questo governo

Il responsabile ambiente dei democratici: è la Regione a dover dare risposte concrete e non compiere atti di carattere elettorale

Il Pd nel mirino dei no triv. Da un lato, lo Sblocca Italia diviene legge dello Stato. Dall'altro un'intera politica energetica che passa sotto l'occhio analitico dei comitati, e non solo. "Il Pd provinciale è unitamente e convintamente contro le trivellazioni petrolifere in Irpinia- si lancia il responsabile ambiente Mario Pagliaro- Tant'è che insieme ai comitati e ai cittadini che si sono resi disponibili stiamo, da un anno a questa parte, producendo uno sforzo d'ascolto e di concertazione che sta dando i primi risultati tangibili".

In primo luogo c'è il cosiddetto 'comma Irpinia' (art. 38 Sblocca Italia, c. 1-bis), che prevederebbe una concertazione tra Ministero per lo Sviluppo economico e il Ministero dell'Ambiente nella redazione di un piano delle aree in cui operare perforazioni a scopo esplorativo- estrattivo. "Poi c'è il collegato ambiente alla legge di Stabilità, altro meccanismo utile per evitare che questo territorio possa essere oggetto di trivellazioni con tutti i rischi ad esse connessi". Come a dire in Irpinia magari no, ma altrove sarà possibile. "Le griglie di valutazione- prosegue Pagliaro- possono essere strumenti atti a garantire che territori in cui il rischio è elevato, riconnesso alla sismicità o alle peculiarità specifiche dello stesso, non siano minimamente intaccati. Se non ci fosse stato l'apporto dei movimenti e dei comitati, oggi non saremmo a questo punto. Personalmente sono contrario a questa tipologia di piano energetico economico, dipendesse da me non ci sarebbero trivellazioni. Ma il suddetto piano non l'ha certo creato Renzi ma è opera dei governi precedenti".

 

"La verità- attacca il responsabile ambiente del Pd- è che se in piazza ci fossero stati Foglia o Caldoro, probabilmente io non sarei qui. Quel che spesso si tralascia, pensando solo ad attaccare il Partito democratico, è che i reali protagonisti della vicenda, coloro i quali avrebbero potuto agire in barba allo Sblocca Italia, non hanno prodotto alcun atto utile a stoppare il progetto 'Gesualdo- 1'. La commissione Via della Regione avrebbe ben potuto bloccare l'iter rilasciando parere negativo. Invece, debbo pensare nell'ottica di una prossima promozione in vista delle regionali, l'unico atto licenziato dalla Regione è stato di mera facciata". Il riferimento, come è evidente, è all'impugnazione degli artt. 36- 37 e 38 dello Sblocca Italia innanzi alla Corte Costituzionale. "Non si può dire di no al petrolio in generale- conclude Pagliaro- ma bisogna elaborare puntualmente delle idee, delle proposte, volte a mitigare l'impatto del 'permesso Nusco' e far sì che in questa terra, che io considero critica, non si ceda a politiche che non credo lascerebbero largo margine di sviluppo. Anzi, probabilmente ne sarebbero un deterrente. La scelta di non invitare le istituzioni alla manifestazione, accanto a quella di non far parlare i rappresentanti delle stesse nel corso dei comizi, è frutto di pura demagogia politica. Le istituzioni e la politica sono mezzo per veicolare le proposte. E poi, a onor del vero, la politica su quel palco c'era. Solo che- attacca- non era di matrice Pd".

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Ultima modifica ilSabato, 03 Gennaio 2015 22:39

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