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  • Domenica 24 Febbraio 2019 - Aggiornato alle 06:56

Trivellazioni, D'Amelio: Caldoro ci chiede di fare di più? Le eccellenze esistono solo grazie agli irpini e non alla Regione

La consigliera Pd attacca il governatore e sulla ricandidatura dice: prima vediamo se il candidato mi convincerà

"Onestamente credo che l'Irpinia, nonostante le occasioni sprecate dalla Regione nel corso di questi cinque anni, e nonostante le tante, troppe assenze collezionate dall'esecutivo, si sia pur salvata. Vantiamo 3 prodotti Docg: formaggi, vini di qualità, olio e grano, castagne e nocciole; un'enogastronomia di prim'ordine. L'ambiente è sano, nonostante pochi e circostanziati casi, come l'Isochimica e, ora, il nuovo progetto di perforazione petrolifera. Se il governatore Stefano Caldoro ritiene che l'Irpinia debba ancora dimostrarsi capace di valorizzare le proprie eccellenze, ci esponga cortesemente cos'altro dobbiamo dimostrarci capaci di fare. Se ancora esistono eccellenze sul territorio, ciò è solo grazie all'intraprendenza degli irpini; semmai è la Regione ad aver cancellato comunità montane e aree interne dalla propria agenda politica e dall'accesso ai finanziamenti europei. E questo non lo dice il Pd, lo dice l'Europa: la Campania è ultima, surclassata persino dalla Calabria".

Una Rosetta D'Amelio in grande spolvero in un'analisi del territorio a tutto tondo, alla ricerca della 'vocazione perduta'. Quelle parole, "salvaguardia della vocazione naturale del territorio nell'ottica della costituzione di un'agricoltura di qualità", puro vaneggiamento rispetto a un Ptr del 2008 mai fino in fondo applicato. I comitati no triv sul territorio chiedono norme di salvaguardia, una legge regionale che fissi il principio prima del prossimo 31 marzo. Chiedono altresì una nuova convocazione della Commissione Ambiente regionale, una discussione, una proposizione di principio che, espressa in voto, ponga in evidenza le responsabilità. Sergio Nappi ha accolto l'istanza. D'Amelio, dal canto suo, incalza l'esecutivo di Palazzo Santa Lucia: "Magari la terza audizione della Commissione Ambiente servirà a qualcosa. La cosa importante- sottolinea- è che stavolta si vada aldilà delle enunciazioni di principio. La storia parla chiaro. Due anni fa allegai alla finanziaria la norma di salvaguardia della vocazione agricola, esplicativa di un Ptr elaborato nel corso della scorsa legislatura, che avrebbe di fatto bloccato qualsivoglia progetto di esplorazione petrolifera sul territorio irpino. L'emendamento in questione, votato all'unanimità proprio in commissione Ambiente, fu poi sottoposto alla fiducia dallo stesso governatore che oggi parla di eccellenze. Chiesi- asserisce la consigliera regionale del Pd- di discuterla poi in Consiglio, ma nulla di fatto. Ad oggi io riproporrei la stessa e identica norma. Solo che stavolta l'esecutivo dovrebbe assumersi la responsabilità politica di ratificarla in legge regionale: un norma chiara che ribadisca una posizione che a quanto pare è di tutti. La commissione propone, il Consiglio se vuole ratifica. Il titolo V della costituzione è ancora in vigore, la Regione può. Ma si badi- attacca- una Regione seria non può scegliere di non pronunciarsi. Non può non evidenziare chiaramente da che parte sta".

Caldoro come Ponzio Pilato? Il tempo, si sa, inizia a stringere. La querelle se da un lato rischia di diventare lo slogan dei rimpiattini tra maggioranza e opposizione di governo nell'ottica della prossima competizione elettorale, dall'altro può decantare in uno stallo lungo due mesi. "La battaglia su scala nazionale, con tanto di azioni precise su collegato ambiente e, coerentemente, sullo stesso Sblocca Italia, poi si farà. Ora è tempo di guardare con lungimiranza alle peculiarità del territorio e a quanto ancora può essere fatto per salvarne le eccellenze. L'Irpinia- si infervora- concede la sua ricchezza, data da un bacino imbrifero di rilievo, a cinque milioni di persone. Caldoro ancora non ha presentato una norma sugli Ato; ciò che si sa è che vuol depotenziare i territori, accentrare nelle mani dell'esecutivo ciò che resta dell'acqua irpina. Noi, intanto, ci manteniamo ben fermi sulla nostra posizione, come sul petrolio".

Proposizioni di principio che assumono particolare caratura, quasi come il tono della consigliera regionale originaria di Lioni quando, alla domanda su una sua possibile ricandidatura alle prossime regionali, risponde: "Prima vediamo se il candidato presidente di centrosinistra mi piace o, almeno, mi convince".

Ultima modifica ilLunedì, 12 Gennaio 2015 20:29

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