Ampliare del 30% gli spazi dei dehors per permettere a bar e ristoranti di lavorare di più, possibilità di esporre all’esterno anche per altri commercianti, isola pedonale al centro storico per il servizio ai tavoli, orari prolungati anche per parrucchieri ed estetiste, sospensione Tosap e sgravi Tari. E’ questo, in pillole, il maxi piano per il commercio in vista della Fase 3 su cui la commissione attività produttive ha trovato la quadra nel pomeriggio, dopo una lunga riunione congiunta con la commissione urbanistica, alla presenza virtuale degli assessori Laura Nargi e Emma Buondonno. La parola d’ordine è “fare presto”, per questo la commissione su proposta del vicepresidente Luca Cipriano, accolta dal presidente Alessandra Iannuzzi, è pronta a chiudere il pacchetto venerdì mattina e a portarlo direttamente all’attenzione del consiglio comunale già la prossima settimana. Snellire i passaggi, sia politici che burocratici, è d’altronde l’unico modo per bruciare i tempi, dare un segnale unanime di vicinanza ai commercianti piegati dal lockdown imposto dall’aggressività del Covid 19 ed evitare il rischio che alla riapertura totale, che avrà le sue prime tappe il 18 maggio e il 1 giugno, in molti siano costretti a dichiarare il fallimento delle proprie attività.

«Le misure in valutazione riguardano principalmente l’ampliamento degli spazi esterni per la somministrazione. Per coloro i quali sono già in possesso di dehors, gazebo, fioriere che delimitano le pertinenze esterne dei propri locali, è previsto un ampliamento anche su sede stradale, su strisce blu e su marciapiedi opposti. Ci sarà una deroga temporanea al regolamento vigente senza aumenti della Tosap – spiega Iannuzzi- tra le misure che stiamo provando a mettere in campo anche la possibilità di permettere ad altre categorie di commercianti di esporre all’esterno la propria merce. Al centro storico, dove molti dei locali serali sono di piccole dimensioni e dunque per garantire il distanziamento sociale tra clienti le perdite sarebbero altissime, prevediamo l’istituzione dell’isola pedonale il venerdì e il sabato dalle 20 alle 24 per permettere di organizzarsi con tavoli e sedie all’esterno. Lavoriamo per prorogare l’orario di apertura dei negozi fino alle 22,30. Non solo per la vendita al dettaglio, ma anche per parrucchieri ed estetiste in modo che, chi vorrà, potrà scaglionare gli appuntamenti con i clienti su una fascia oraria più lunga». Un pacchetto di misure con scadenza 31 ottobre 2020, con l’auspicio che in autunno l’emergenza sanitaria sia completamente rientrata, immediatamente esecutivo non appena il consiglio comunale lo approverà. «Noi siamo pronti a portarlo in aula, come proposta del consiglio, già la prossima settimana con l’auspicio di registrare un voto unanime. L’obiettivo- commenta Cipriano è fare presto e snellire, come detto anche dall’assessore Nargi, i tempi della burocrazia. Per questo ho proposto l’istituzione di uno sportello operativo veloce a cui il commerciante potrà rivolgersi per avere informazioni e richiedere autorizzazioni. E’ evidente che in una situazione di tale emergenza non si possano seguire i vecchi iter, troppo lunghi e farraginosi. In commissione si è registrato un clima positivo di assoluta collaborazione tra maggioranza e opposizione, segno che quando si rispettano i luoghi della democrazia le amministrazioni funzionano meglio». Da chiarire il capitolo tributi locali. «Tosap e Tari sono i due punti centrali di questi piano per dare una boccata d’ossigeno a tutti quei commercianti le cui attività sono rimaste chiuse per tre mesi. L’amministrazione- prosegue Cipriano- è intenzionata a rendere gratuito l’ampliamento degli spazi esterni, ma ritengo che bisogna esentare dalla Tosap tutti anche per i mesi di marzo, aprile e maggio tutti coloro che non hanno potuto lavorare. Un’esenzione che va estesa per tutta la durata del piano di sostegno al commercio. Sulla Tari ci vuole chiarezza: non si può immaginare di far pagare la tassa sui rifiuti a chi non ne ha prodotti a causa del lockdown. Per tutti loro oltre l’esenzione per i tre mesi di emergenza, vanno introdotti sgravi per i prossimi sei mesi. Di fronte ad una crisi del genere bisogna investire tutto il possibile per mantenere in vita il commercio, anche a costo di impiegare un anno in più per venir fuori dal predissesto dell’ente».

 

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