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  • Lunedì 25 Marzo 2019 - Aggiornato alle 10:30

Avellino e il voto, Iannillo: non faremo una lista, "candidiamo" le proposte perché la politica non può essere autosufficiente

Il presidente di "Soma" chiarisce: siamo una piattaforma prepolitica, saremo all'assemblea del 20 ma il nostro centrosinistra non è quello del Jobs Act

Avellino e il voto, Iannillo: non faremo una lista, "candidiamo" le proposte perché la politica non può essere autosufficiente

«Amministrative? Soma non diventerà una lista civica, l'unica cosa che possiamo "candidare" è il nostro lavoro di costruzione di forme di partecipazione e mutualismo. Contenuti su cui siamo pronti a confrontarci con tutti. Il prossimo sindaco dovrà dare priorità a servizi alla persona, eliminazione delle diseguaglianze e vivibilità. Come? Con una chiusura totale alla pratica clientelare che ha contraddistinto Avellino negli ultimi anni». Stefano Iannillo, presidente della Rete "Soma- Solidarietà e mutualismo Avellino" fa appello a chi si prepara ad affrontare la campagna elettorale con l'ambizione di governare una comunità dilaniata dalle diseguaglianze sociali.

Quali sono i consigli che la Rete «Soma-Solidarietà e mutualismo Avellino» sente di offrire a chi si accinge a candidarsi a sindaco e a quanti saranno impegnati in campagna elettorale?
«Innanzitutto l'ascolto dei corpi intermedi e delle associazioni, quello che è mancato negli ultimi quindici anni. Soma è una piattaforma di protagonismo civico che parte dalla riscoperta della partecipazione nei quartieri popolari della città. Nell'ultimo anno e mezzo abbiamo proposto diverse iniziative nei quartieri, l'ultima ieri a Valle, e posso dire che l'invito alla partecipazione ha sempre pagato segno che c'è una volontà reale da parte delle persone a voler fare la propria parte. Il primissimo consiglio che come presidente di Soma mi sento di dare alla politica è di non continuare nell'errore di sentirsi autosufficiente. I bisogni delle persone non possono essere piegati solo ad esigenze elettoralistiche, in città sono attivi tanti gruppi, formali e informali, che hanno costruito impegno e iniziative concrete, che conoscono il territorio e la mappa dei bisogni delle persone, e che per questo vanno ascoltati».

Quali sono le prioritĂ  da affrontare?
«Superare le diseguaglianze in termini di servizi, opportunità e vivibilità. C'è una netta divisione tra chi ha la possibilità di accedere a servizi privati e chi invece non ha alternative al pubblico. Ci sono quartieri dove il livello di povertà è altissimo, dove accedere alle cure mediche inizia a diventare impossibile e, come abbiamo provato a segnalare l'8 marzo, a pagarne principalmente le conseguenze sono le donne su cui ricade la presa in carico dei familiari. Per questo riteniamo che vadano messi in campo servizi sociali in grado di rispondere ai bisogni della popolazione senza monetizzazione dei servizi. C'è poi il tema degli spazi pubblici quelli in cui praticare socialità e iniziative di partecipazione. Non è pensabile in una città come Avellino relegare ai bar il ruolo di luogo di incontro. La cifra della vivibilità di una città è data dalla capacità di offrire luoghi liberi in cui praticare protagonismo civico».

In campagna elettorale tutti guardano al mondo dell'associazionismo. Il leitmotiv, soprattutto da quando i partiti tradizionali vengono considerati demodé, è quello del civismo. E' immaginabile un coinvolgimento diretto di Soma?

«No. Soma è una piattaforma di partecipazione prepolitica. Chiariamo il senso: non ci uniamo al coro dell'antipolitica, bensì proviamo a costruire le basi per una proposta politica e immaginiamo soluzioni per dare risposte ai bisogni. Mettiamo a disposizione il nostro lavoro per chiunque andrà a governare la città, chiaramente però auspichiamo una radicale discontinuità rispetto agli ultimi anni di malgoverno che hanno prodotto la totale inefficienza dei servizi pubblici. Una discontinuità amministrativa che inevitabilmente deve coincidere con la cesura di ogni forma di clientelismo. Il non ascolto dei corpi intermedi ha portato all'intermediazione tra il cittadino e il capobastone politico di turno capace di far passare un diritto dovuto come forma di piacere personale chiaramente chiedendo, esplicitamente o implicitamente, un tornaconto elettorale. Una pratica che può essere sconfitta solo da una pubblica amministrazione efficiente. Chiaramente bisognerebbe dotarsi di luoghi di prossimità a cui il cittadino in difficoltà possa rivolgersi, reinventarsi quelle che prima erano le circoscrizioni».

La parte politica in cui Soma in qualche modo trova affinità è il centro sinistra. Giusto?
«La sinistra o il centro sinistra, se è quella parte che a livello nazionale ha approvato norme come il Jobs Act o lo Sblocca Italia, o quella che da anni svuota i servizi della nostra Regione, non può essere la nostra parte. Se per centro sinistra intendiamo quel campo politico che lotta contro le diseguaglianze, allora ci ritroviamo dalla stessa parte. Ma la domanda è cosa oggi può essere definito centrosinistra, ma questo è un quesito che lasciamo aperto per altri».

Il prossimo 20 marzo però il centrosinistra avellinese si ritroverà all'assemblea convocata dall'associazione Controvento. Soma ci sarà?
«Siamo stati invitati ad intervenire e ad ascoltare a tanti appuntamenti, e lo abbiamo sempre fatto con piacere perché riteniamo che il tempo per il confronto sia sempre ben speso. Andremo anche a questa assemblea, ma sgombriamo il campo da ogni equivoco: al netto delle decisioni individuali che ogni libero cittadino può prendere compresi i nostri associati, Soma non partecipa alle elezioni amministrative, non sarà parte di nessuna coalizione o lista. Noi preferiamo continuare a svolgere il nostro ruolo, quello della diffusione e promozione di solidarietà e mutualismo elementi indispensabili per costruire comunità e tessuto associativo. L'unica ambizione "elettorale" che possiamo coltivare, è quella di "candidare" i nostri contenuti che, proprio nell'ottica del confronto, mettiamo a disposizione di tutti. C'è tutto un mondo, quello dei quartieri, delle contrade, dei singoli palazzi, che pratica forme di solidarietà di cui la politica forse non ha neanche idea. Noi continuiamo con loro con l'auspicio di moltiplicare forme e momenti di partecipazione».

Ultima modifica ilGiovedì, 14 Marzo 2019 21:22

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