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  • Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 12:54

Da Avellino un messaggio per la Siria: la pace si costruisce con l’accoglienza e l’integrazione

Corteo contro la guerra. I migranti ospitati in provincia dicono grazie all’Irpinia. Monaco: da qui lanciamo gli stati generali dell’integrazione

Da Avellino un messaggio per la Siria: la pace si costruisce con l’accoglienza e l’integrazione

Cartelli e bandiere della pace per dire no alla guerra, sì all'accoglienza. Nel pomeriggio associazioni, partiti e una folta delegazione di richiedenti asilo ospiti nei centri di accoglienza straordinaria disseminati in Irpinia, hanno sfilato lungo Corso Vittorio Emanuele per lanciare un messaggio di pace e speranza verso il popolo Siriano. Una manifestazione che ha visto diverse adesioni, di associazioni come AnimArte, il Centro Servizi del Volontariato, Avellino Rinasce, Libera, Centro Donna, Coordinamento donne "Ni una menos", Associazione per i diritti del cittadino, la Cgil, Rifondazione comunista, Possibile, Sinistra Italiana.

«Abbiamo sentito la necessità di organizzare questa giornata dopo gli ultimi avvenimenti che riguardano la Siria, ma anche la nostra provincia dove solo pochi giorni fa abbiamo assistito all'affissione di manifesti e manifestazioni contro la presenza dei centri di accoglienza» spiega Letizia Monaco, responsabile dell'associazione "Comunità Accogliente".

Piccoli gesti per la pace da praticare sul territorio perché «non basta commuoversi dinanzi lo strazio a cui assistiamo attraverso la tv. Abbiamo organizzato questa piccola manifestazione, per far sentire meno soli i tanti ragazzi migranti presenti in Irpinia che provengono proprio da quelle zone martoriate.

"Comunità accogliente"- prosegue Monaco- è una piccola associazione di volontariato che quotidianamente supporta i richiedenti asilo con laboratori di lingua italiana, elemento fondamentale in un processo di integrazione, e fornisce un supporto per l'iter di richiesta del permesso di soggiorno. C'è stata un'ottima risposta in città, tante associazioni, partiti politici, sindacati hanno aderito al corteo. Da questa piazza lanciamo gli stati generali dell'accoglienza e dell'integrazione, la costruzione di una rete del volontariato. E' necessario mettersi insieme per proporre alle istituzioni una forma di accoglienza diversa da quella che conosciamo e che fa acqua da tutte le parti. I ragazzi vengono inquadrati solo come numeri nei centri, lasciati per intere giornate all'abbandono, senza praticare alcuna attività. E invece di iniziative per coinvolgerli ce ne sarebbero tanto, basti pensare ad azioni di pulizia di piccoli spazi urbani e fare qualcosa insieme alle comunità locali come sperimentato a Valle». L'appuntamento con gli stati generali dell'accoglienza è per il 27 aprile, per restituire ai migranti «un progetto di vita per tutto il tempo che sono costretti a restare in Irpinia, in attesa del riconoscimento del permesso di soggiorno o dello status di rifugiati. Portarli fuori dai centri, in strada, nelle piazze dei nostri paesi, altrimenti li condanniamo alla ghettizzazione».

Le associazioni bocciano il modello di accoglienza sperimentato in provincia, quello dei Cas e promuove quello degli Sprar a cui anche il Comune di Avellino ha deliberato di voler aderire  anche se per ora, prosegue Monaco: «le uniche forme di ospitalitĂ  anche in cittĂ  restano in mano a privati. Chiediamo ai sindaci di aderire in massa ai progetti Sprar che porterebbero anche lavoro per tante professionalitĂ  del territorio e rivoluzionerebbe l'accoglienza, basandola su piccoli numeri in piccoli paesi».

Ultima modifica ilMercoledì, 12 Aprile 2017 09:51

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